<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2513386006896179584</id><updated>2011-11-27T17:22:56.119-08:00</updated><title type='text'>cangaceiro-speciali</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>13</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2513386006896179584.post-552043752506772320</id><published>2008-06-22T15:26:00.000-07:00</published><updated>2008-06-22T16:16:32.072-07:00</updated><title type='text'>SPECIALE M NIGHT SHYAMALAN</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/SF7ZiTgV_VI/AAAAAAAACow/SJYCo19NTyA/s1600-h/shyama.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/SF7ZiTgV_VI/AAAAAAAACow/SJYCo19NTyA/s400/shyama.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5214844601916325202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 102, 255);"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 204, 255);"&gt;Come tanti autori controversi, Shyamalan è amato da alcuni ma anche odiato da altri. Quando avvengono divisioni di questo genere vuol dire essenzialmente che l'autore ha delle grandi qualità che però non gli vengono riconosciute perchè, in qualche modo reputate esagerate. Quello che non si può negare è che Shyamalan abbia uno stile proprie e una poetica personale che ostinatamente porta avanti in tutti i suoi film. Tecnicamente il regista indo-americano ha avuto un approccio da studente indefesso, studiando nei minimi particolari la grammatica cinematografica di grandi maestri, su tutti Hitchock e Kubrick, e riproducendone la maniera di lavorare. Senza essere citazionista, Shyamalan riprende una scuola che vuole nei tempi e nel linguaggio della macchina da presa l'espressione prima con cui si comunica con lo spettatore. E' noto che Shyamalan utilizza una maniera speciale di montaggio creata da Walter Murch per cui ogni stacco è relativo al battere di palpebra dell'occhio umano per rendere quanto più fluida la narrazione e mantenere i tempi necessari per entrare nella storia. Questo non sarebbe sufficiente se la scrittura del regista non fosse consistente ed efficace. In questo caso il regista mostra una grande cura per i dettagli ed uno studio dei personaggi tutt'altro che unilaterale. Ogni protagonista dei suoi film è un individuo con caratteristiche universali e immediatamente riconducibili nel quotidiano, con cui è molto facile riconoscersi, eppure la sua esistenza e le sue azioni vengono rese straordinarie dalle sue qualità, e spesso non quelle sovrannaturali ma quelle umane, alle quali inconsciamente ci si lega di più. Questa stessa dicotomia viene trasposta agli eventi. Ogni volta vi è un evento incredibile e irrazionale che sostiene il succo della vicenda ma in realtà contiene un evento ugualmente eccezionale,spesso luttuoso,ma assolutamente reale e plausibile. Neanche questo sarebbe sufficiente se non fosse che Shyamalan, attraverso tutti questi accorgimenti tecnici, manda un messaggio, sempre lo stesso, verso lo spettatore. Priva di didascalismi, la parabola shyamalaniana risente molto di elementi culturali occidentali, soprattutto cattolici, insieme ad altri orientali. Le due spiritualità si fondono nella visione del regista che crede fermamente in una fede superiore capace di rendere eccezionale la propria vita. Nella versione fatalista di Shyamalan c'è un senso nelle qualità di ogni individuo e il proprio compito è quello di guardare agli eventi nel loro significato simbolico per comprendere questo compito. Spesso la realtà è velata e incomprensibile, cosa che il regista esprime quasi sempre in maniera simbolica con riprese crearte ad hoc, ma questo deriva da sovrastrutture autoimpostesi. L'incominicabilità è una delle barriere che spesso vengono infrante dai protagonisti dei suoi film, che vivono una situazione di dolore e disagio a causa di una opprimente incapacità di comunicare. E' nella comunicazione chiara e priva di pregiudizio che c'è il senso della narrazione, dell'espressione di sè e del linguaggio. Quasi inconsapevolmente Shyamalan arriva a parlare nei suoi film del senso della comunicazione e quindi di quello che fa intrinsicamente parlando cinema. E' una visione metacinematografica assoluta ed inedita, che essendo prestata a fini commerciali, spesso fa storcere il naso a qualcuno. In realtà il successo di tale narrazione e quindi la sua capacità di arrivare allo spettatore attraverso il linguaggio popolare del genere è la molla per cui essa si mantiene longeva. Senza il successo di pubblico (e recentemente questi problemi si sono ripresentati per l'autore) non è possibile potersi nuovamente esprimere. Questo concetto ciclico è naturalmente insito in qualsiasi forma di espressione ma ,come dimostra Lady in the Water, Shyamalan ne ha fatto il suo manifesto autoriale e lotta per portarlo avanti fino alla fine. Una forma di cinema a cui è bello guardare e che è giusto che esista.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/06/ad-occhi-aperti-wide-awake-di-m-night.html"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;"&gt;Ad occhi aperti (Wide Awake, 1998)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/06/il-sesto-senso-di-m-night-shyamalan.html"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;"&gt; Il sesto senso (The Sixth Sense, 1999)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/06/unbreakable-di-m-night-shyamalan-2000.html"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;"&gt;Unbreakable - Il predestinato (Unbreakable, 2000)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/06/signs-di-m-night-shyamalan-2002.html"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;"&gt;Signs (2002)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/06/village-di-m-night-shyamalan-2004.html"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;"&gt;The Village (2004)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/06/lady-in-water-di-m-night-shyamalan-2006.html"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;"&gt;Lady in the Water (2006)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/2008/06/speciale-e-venne-il-giorno-film-versus.html"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;"&gt;E venne il giorno (The Happening) (2008)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;a cura di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2513386006896179584-552043752506772320?l=cangaceiro-speciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/feeds/552043752506772320/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2513386006896179584&amp;postID=552043752506772320' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/552043752506772320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/552043752506772320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/2008/06/speciale-m-night-shyamalan.html' title='SPECIALE M NIGHT SHYAMALAN'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/SF7ZiTgV_VI/AAAAAAAACow/SJYCo19NTyA/s72-c/shyama.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2513386006896179584.post-7525322327712940689</id><published>2008-06-16T09:00:00.000-07:00</published><updated>2008-06-21T18:44:24.670-07:00</updated><title type='text'>SPECIALE E VENNE IL GIORNO : FILM VERSUS SCRIPT</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/SFaOcqMiKyI/AAAAAAAACmo/Ag4WkVnwYio/s1600-h/E-venne-il-giorno.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/SFaOcqMiKyI/AAAAAAAACmo/Ag4WkVnwYio/s400/E-venne-il-giorno.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212510241742269218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.megaupload.com/?d=RADBTG1I"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 255, 51); font-weight: bold;"&gt;E VENNE IL GIORNO - SCENEGGIATURA ORIGINALE&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Andiamo per gradi. Con all'attivo quattro successi commerciali, di cui almeno due eclatanti (Signs e Il Sesto Senso),M. Night Shyamalan sente di poter pretendere di più dalla casa di produzione che aveva contribuito ad arricchire, la Disney,e decide di passare ad una produzione propria per realizzare la sua opera più personale ed ambiziosa ma al contempo più ostica, Lady in the Water, cestinata da Nina Jacobson, executive della Disney. Il rischio fu altissimo. Shyamalan decideva di fare di testa sua su un film che si discostava notevolmente dai modelli che aveva proposto al pubblico e dopo The Village che da molti era stato percepito come un inganno. Nonostante fosse un ottimo film, Lady in the Water spiazzò il pubblico che abbandonò il regista e il film divenne un flop. La cronaca di questa incredibile impresa cinematografica è raccontata nel libro The Man Who Heard Voices: Or, How M. Night Shyamalan Risked His Career On A Fairy Tale di Michael Barbenger. Dopo il flop Shyamalan si trova, per la prima volta in anni, in ginocchio senza la sicurezza di una libertà che gli permetta di dirigere l'opera come dovrebbe. Ovvio che il regista, sempre stato buon menager di se stesso, decide di dirigere un film simile a Signs, il suo maggior successo. Ed infatti il suo nuovo script, the Green Effect, ha elementi simili al film con Mel Gibson, ispirandosi a classici come La Notte dei Morti Viventi, L'Invasione degli Ultracorpi e Uccelli, anche se su ambientazioni all'aperto. Prima dell'uscita del film, misteriosamente viene fuori la sceneggiatura del film. O meglio, quello che doveva essere lo script prima delle richieste di cambiamenti della Twentieth Century-Fox, scelte per Shyamalan inappellabili che cambieranno radicalmente il film. Quella che segue è una review che rilegge il film secondo lo script originale. Innanzi tutto il titolo, che era il senso del film. The Green Effect svela il significato dell'anello umorale che porta Mark Wahlberg. Il dialogo a cui fa riferimento l'oggetto dava senso al film perchè il colore dell'amore di cui parlano Elliot e Alma è proprio verde ed il titolo prendeva significati diversi. Infatti il senso originale del film era quello di una storia d'amore che rinasceva attraverso la fede dei personaggi, un tema amato dal regista. Dalla relazione tra i due protagonisti viene tagliata la parte iniziale, che apriva il film prima della scena horror, in cui si apprendeva il loro disagio e la deriva della loro relazione. In questo caso si capiva, nel finale, che il fatto che non venissero attaccati dall'infezione era dovuto all'emotività dei personaggi, che dopo lo struggente dialogo attraverso il tubo (scena tipicamente shyamalaniana)trovavano l'empatia per sopravvivere alla neurotossina. Se nel prodotto finale i personaggi non sembrano approfonditi, compreso quello di Leguizamo, è proprio perchè sono stati tagliati i dialoghi e velocizzato il montaggio. Se queste scelte sono evidentemente mirate a non annoiare il pubblico (come il finale più fatalista rispetto a quello buonista che vedeva completamente debellata la malattia), sono probabilmente di budget le scelte che hanno fatto tagliare alcune delle scene più forti. Su tutte preme raccontare una scena in cui, durante un saggio musicale, un violinista si incantava per poi ingoiare il proprio violino come un mangiatore di spade. Anche la scena in fattoria era ben più lungo, evidentemente ridimensionata nella scenografia con la sola mietitrebbia. Nella parte finale vi erano anche scenografie più importanti riguardo alla fattoria della vecchia bigotta. Le differenze più sostanziali sono comunque nel montaggio che ha voluto dare più spazio agli eventi che ai personaggi. Il potenziale che la sceneggiatura proponeva è stato purtroppo castrato da scelte produttive a cui prima Shyamalan non avrebbe dovuto sottostare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Gianluigi Perrone&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2513386006896179584-7525322327712940689?l=cangaceiro-speciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/feeds/7525322327712940689/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2513386006896179584&amp;postID=7525322327712940689' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/7525322327712940689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/7525322327712940689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/2008/06/speciale-e-venne-il-giorno-film-versus.html' title='SPECIALE E VENNE IL GIORNO : FILM VERSUS SCRIPT'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/SFaOcqMiKyI/AAAAAAAACmo/Ag4WkVnwYio/s72-c/E-venne-il-giorno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2513386006896179584.post-6976144557068847520</id><published>2008-05-30T18:13:00.002-07:00</published><updated>2008-05-30T18:33:04.948-07:00</updated><title type='text'>CANNES 2008</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/SECqtRSYihI/AAAAAAAAClI/fB0pVslRaF8/s1600-h/AFFICHE-CANNES-2008_0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/SECqtRSYihI/AAAAAAAAClI/fB0pVslRaF8/s320/AFFICHE-CANNES-2008_0.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206348863951637010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Potevamo esordire con un Cannes banale, dicendovi che Eastwood è stato divino e che Soderbergh ha deluso. Ma questo si poteva pure immaginare. Che i Dardenne ci hanno rotto le palle e che Wenders non ha più lo smalto di un tempo. Mica ci volevamo noi per dirlo. Invece andiamo a vedere a Cannes che diavolo è successo in mezzo al mercataccio dove molta roba che non vedremo mai, o chissà quando, ci viene sbattura in faccia. E tra le cose migliori delle sezioni non ufficiali, dove si vedono film veramente deliranti. Però non dimentichiamoci che quest'anno l'Italia ha vinto, e con due film con le palle che, se tanto mi da tanto, non rimarranno casi isolati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Oltre ai film di Garrone e Sorrentino che ci rendono fieri della bandiera, si va dal film della figlia di Lynch (dopo Boxing Helena), al bellissimo Messicano Los Bastardos, al durissimo The Hunger al documentario sulle zozzerie di Polanski. E poi ancora i nuovi di Kyioshi Kurosawa e Shin'ya Tsukamoto, un bell'erotico scritto da Arriaga e un bel po' di horror o similtali. Nuovo Boll,il primo di Bruce Campbell,un norvegese tosto ed un canadese un po' meno. Il ritorno di Anthony Hickox e di Rob Schmidt (quello di Wrong Turn). E per finire l'immancabile massacro francese con Martyrs.  Ecco la nostra selezione di Cannes!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 153, 255);" href="http://cangaceiro-insala.blogspot.com/2008/05/gomorra.html"&gt;GOMORRA&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 153, 255);" href="http://cangaceiro-insala.blogspot.com/2008/05/il-divo.html"&gt;IL DIVO&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 153, 255);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/surveillance-di-jennifer-lynch-2008.html"&gt;SURVEILLANCE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 153, 255);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/los-bastardos-di-amat-escalante-2008.html"&gt;LOS BASTARDOS&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 153, 255);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/hunger-di-steve-mcqueen-2008.html"&gt;THE HUNGER&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 153, 255);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/roman-polanski-wanted-desired-di-marina.html"&gt;ROMAN POLANSKI: WANTED &amp;amp; DESIRED&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 153, 255);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/tokyo-sonata-di-kyioshi-kurosawa-2008.html"&gt;TOKYO SONATA&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 153, 255);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/nightmare-detective-2-di-shinya.html"&gt;NIGHTMARE DETECTIVE 2&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 153, 255);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/el-bufalo-de-la-noche-di-jorge.html"&gt;EL BUFALO DE LA NOCHE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 153, 255);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/martyrs-di-pascal-laugier-2008.html"&gt;MARTYRS&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 153, 255);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/rovdyr-di-patrik-syversen-2008.html"&gt;ROVDYR&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 153, 255);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/tunnel-rats-di-uwe-boll-2008.html"&gt;TUNNEL RATS&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 153, 255);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/my-name-is-bruce-di-bruce-campbell-2008.html"&gt;MY NAME IS BRUCE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 153, 255);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/alphabet-killer-di-rob-schmidt-2008.html"&gt;THE ALPHABET KILLER&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 153, 255);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/knife-edge-di-anthony-hickox-2008.html"&gt;KNIFE EDGE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 153, 255);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/scarce-di-john-geddes-jesse-cook-2008.html"&gt;SCARCE&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2513386006896179584-6976144557068847520?l=cangaceiro-speciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/feeds/6976144557068847520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2513386006896179584&amp;postID=6976144557068847520' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/6976144557068847520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/6976144557068847520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/2008/05/cannes-2008.html' title='CANNES 2008'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/SECqtRSYihI/AAAAAAAAClI/fB0pVslRaF8/s72-c/AFFICHE-CANNES-2008_0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2513386006896179584.post-5600150806848839715</id><published>2008-04-17T17:05:00.000-07:00</published><updated>2008-04-17T17:34:38.341-07:00</updated><title type='text'>SPECIALE UWE BOLL</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/SAfozSJC29I/AAAAAAAACfI/cNWUfoTCbLU/s1600-h/uwe-boll_+copia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/SAfozSJC29I/AAAAAAAACfI/cNWUfoTCbLU/s400/uwe-boll_+copia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5190373063308532690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Uwe Boll&lt;/span&gt; è un fottuto genio. L’ha detto ultimamente in varie interviste e perché non credergli? Il regista tedesco è l’unico che ha continuato a girare flop più o meno disastrosi senza mai tuttavia smettere di girare. La gente si chiede come faccia e lui ironicamente in “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Postal&lt;/span&gt;” rivela che per i suoi film viene usato “l’oro rubato dai nazisti agli ebrei”. Uwe Boll nasce nel 1965, è interessato alla letteratura tanto che nel 1995 prende il dottorato. Nel 1991 gira il suo primo film in compagnia dell’amico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Frank Lusting&lt;/span&gt; “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;German fried movie&lt;/span&gt;”, commedia dissacrante proprio sulla società tedesca che non risparmia scorrettezze anche basse verso le manie del suo Paese. La sua seconda opera “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Barschel - Mord in Genf&lt;/span&gt;?” è un film ancora più politico che cerca di tracciare ipotetici fili che uniscono la (vera) morte di un politico con collusioni mafiose. Ma è il suo terzo film “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Amoklauf&lt;/span&gt;” che rivela con tutta la sua sconcertante crudezza la grandezza registica di Boll, in un’opera nichilista che sfocia nel sangue più rabbioso. E’ subito la volta di “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Das erste semester&lt;/span&gt;”, commedia amarognola che usa un intreccio goliardico da college movie per parlare ancora dei problemi della Germania. Da qui il passo importante per l’America è vicino: tra il 2001 e il 2003 Boll gira tre produzioni a basso costo, due di esse tra le più interessanti della sua carriera. Il primo, “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sanctimony&lt;/span&gt;” è il nadir del cinema di Boll, un’opera sciatta che si rialza a fatica per un paio di belle idee, ma vergognosa nel plagiare senza estro il libro “American psycho” di Bret Easton Ellis. “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Blackwoods&lt;/span&gt;” invece è un’interessante e originale storia di fantasmi che resta forse il punto più alto di Uwe Boll nel cinema fantastico orrorifico. Sul set Boll incontrerà Will Sanderson che diverrà presenza&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;fissa delle sue produzioni. Il 2003 è l’anno di “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Heart of America&lt;/span&gt;”, pellicola che parla del tragico massacro di Columbine, opera ferocissima e bellissima, che è forse il capolavoro del regista. Sempre il 2003 gira il suo film più controverso “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;House of the dead&lt;/span&gt;”, detestato dai fan del videogame omonimo e girato con uno stile frizzante e brioso. Ancora peggio succederà però con “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alone in the dark&lt;/span&gt;”, film definito da molti uno dei più brutti mai girati, ma dotato di un’ottima tecnica che paga una sceneggiatura imbarazzante. I siti internet si accaniscono su Boll definendolo l’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ed Wood&lt;/span&gt; del cinema moderno a volte anche in bizzarre stroncature palesemente fatte solo per partito preso. La produzione di Boll da qui in avanti è inarrestabile, nascono il vampire movie medioevale “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bloodrayne&lt;/span&gt;” e il suo seguito western, l’action comico “Postal”, il fantasy da 60 milioni di dollari “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In the name of the king&lt;/span&gt;”, il delirante horror “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Seed&lt;/span&gt;” e presto verranno alla luce&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;gli imminenti “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Far cry&lt;/span&gt;” e “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tunnel rats&lt;/span&gt;”. Prerogativa di ognuno di questi film è essere tratto da un videogame (a parte Seed) che Boll molte volte usa solo come pretesto per imbastire storie diverse. E forse da qui la rabbia dei fan. Ma Boll che è un diplomatico si lancia in invettive come gli odiati Michael Bay e Eli Roth e sfida a cazzotti i critici. Intanto nascono petizioni pro e contro Boll per farlo smettere o incoraggiare a girare. Voi potete firmare, ma occhio se vi scopre potrebbe legnarvi. Se non è un genio quest’uomo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(51, 255, 51);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/german-fried-movie.html"&gt;- German Fried Movie (1991)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(51, 255, 51);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/in-barschel-mord-in-genf-1993-di-uwe.html"&gt;- Barschel - Mord in Genf? (1993)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(51, 255, 51);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/la-vita-di-un-signor-nessuno.html"&gt;- Amoklauf (1994)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(51, 255, 51);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/das-erste-semester-1997-di-uwe-boll.html"&gt;- Das Erste Semester (1997)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(51, 255, 51);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/sanctimony-2001-di-uwe-boll.html"&gt;- Sanctimony (2000)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(51, 255, 51);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/blackwoods-2002-di-uwe-boll.html"&gt;- Blackwoods (2002)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(51, 255, 51);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/heart-of-america-2003-di-uwe-boll.html"&gt;- Heart of America (2003)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(51, 255, 51);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/house-of-dead-2003-di-uwe-boll.html"&gt;- House of the Dead (2003)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(51, 255, 51);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/alone-in-dark-2004-di-uwe-boll.html"&gt;- Alone in the Dark (2005)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(51, 255, 51);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/bloodrayne-2005-di-uwe-boll.html"&gt;- BloodRayne (2005)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(51, 255, 51);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/01/in-name-of-king-dungeon-siege.html"&gt;- In the Name of the King (2007)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(51, 255, 51);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/seed-2008-di-uwe-boll.html"&gt;- Seed (2007)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(51, 255, 51);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/postal-2008-di-uwe-boll.html"&gt;- Postal (2007)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(51, 255, 51);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/bloodrayne-2-deliverance-2007-di-uwe.html"&gt;- BloodRayne II: Deliverance (2007)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;a cura di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;a name="_PictureBullets"&gt;&lt;span style="display: none;font-size:10;" &gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shapetype id="_x0000_t75" coordsize="21600,21600" spt="75" preferrelative="t" path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" filled="f" stroked="f"&gt;  &lt;v:stroke joinstyle="miter"&gt;  &lt;v:formulas&gt;   &lt;v:f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 1 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum 0 0 @1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @2 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 0 1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @6 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @8 21600 0"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @10 21600 0"&gt;  &lt;/v:formulas&gt;  &lt;v:path extrusionok="f" gradientshapeok="t" connecttype="rect"&gt;  &lt;o:lock ext="edit" aspectratio="t"&gt; &lt;/v:shapetype&gt;&lt;v:shape id="_x0000_i1025" type="#_x0000_t75" style="'width:3in;" bullet="t"&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;&lt;img src="file:///C:/DOCUME%7E1/GIANLU%7E1/IMPOST%7E1/Temp/msoclip1/01/clip_image001.gif" alt="*" shapes="_x0000_i1025" height="288" width="288" /&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shape id="_x0000_i1026" type="#_x0000_t75" style="'width:3in;height:3in'" bullet="t"&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;&lt;img src="file:///C:/DOCUME%7E1/GIANLU%7E1/IMPOST%7E1/Temp/msoclip1/01/clip_image002.gif" alt="*" shapes="_x0000_i1026" height="288" width="288" /&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shape id="_x0000_i1027" type="#_x0000_t75" style="'width:3in;height:3in'" bullet="t"&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;&lt;img src="file:///C:/DOCUME%7E1/GIANLU%7E1/IMPOST%7E1/Temp/msoclip1/01/clip_image003.gif" alt="*" shapes="_x0000_i1027" height="288" width="288" /&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2513386006896179584-5600150806848839715?l=cangaceiro-speciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/feeds/5600150806848839715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2513386006896179584&amp;postID=5600150806848839715' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/5600150806848839715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/5600150806848839715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/2008/04/speciale-uwe-boll.html' title='SPECIALE UWE BOLL'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/SAfozSJC29I/AAAAAAAACfI/cNWUfoTCbLU/s72-c/uwe-boll_+copia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2513386006896179584.post-449119090802821810</id><published>2008-04-03T23:10:00.000-07:00</published><updated>2008-04-07T18:27:07.047-07:00</updated><title type='text'>SPECIALE ALEX DE LA IGLESIA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/R_XOfxzmv6I/AAAAAAAACcI/8rVaMW4ZtFA/s1600-h/alex_de_la_iglesia2+copia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/R_XOfxzmv6I/AAAAAAAACcI/8rVaMW4ZtFA/s400/alex_de_la_iglesia2+copia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5185277591328047010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Il signor Alex De La Iglesia nasce il 4 dicembre del 1965 a Bilbao.  Già dalla tenere età, dai dieci anni circa, inizia a coltivare la sua prima grande passione, il fumetto. I suoi idoli e padri spirituali sono Alex Raymond, Stan Lee e Vázquez.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Voleva però ampliare la sua cultura e così di iscrive all’università di  Deusto dove, secondo quello che racconta divertito, ha passato la maggior parte del tempo tra il bar e la cineteca, a quanto pare la passione per il cinema non tardava a farsi sentire.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Maturata la decisione di dedicarsi al mondo della settima arte prova ad introdursi in esso lavorando per la televisione,  inizia come decoratore e si occupa tra le altre cose della direzione artistica di alcuni prodotti di successo. Da quel momento il balzo per entrare nel mondo del cinema è sempre più vicino.Nel 1991  gira il suo primo e unico corto da regista e sceneggiatore, si tratta di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MIRINDAS ASESINAS&lt;/span&gt;, il quale riscuote un notevole successo aggiudicandosi anche alcuni premi girando per vari festival. Ma la cosa importante è che con questo corto il già famoso Pedro Almodóvar nota il talento del giovane regista e decide di investire in lui. Alex De la Iglesia aveva già in mente il suo secondo corto, si sarebbe chiamato &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PIRATAS DEL ESPACIO&lt;/span&gt; e la sceneggiatura era di Jorge Guerricaechevarría, futuro collaboratore del nostro negli anni a venire. Almodóvar, con la sua casa di produzione &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;EL DESEO&lt;/span&gt;, decide di produrre il progetto a patto che sia un lungometraggio. Detto fatto il corto viene sviluppato fino a diventare un film vero e proprio e nel 1993, col titolo di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ACCION MUTANTE&lt;/span&gt;, abbiamo l’esordio vero e proprio di Alex De la Iglesia. Il film riscuote successo e riceve 3 Premi Goya,  viene premiato al Festival del Cinema Fantastico di Montreal. Diventa quindi il regista più promettente dell’anno!&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Con il secondo film &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;EL DIA DE LA BESTIA&lt;/span&gt; il registra trionfa! Ottiene ben 6 Premi Goya, tra cui quello alla Miglior Regia,  grandi applausi si sentono da critica e pubblico nei festival di Venezia, Toronto e Sitges e oltre ai riconoscimenti il film rappresentare il maggior incasso ai botteghini di quell’anno in Spagna.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Il successo di questo capolavoro segna l’inizio di un periodo di crisi e  per risolvere il problema gira un film, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PERDITA DURANGO&lt;/span&gt; del 1997, un po’ fuori dai suoi canoni, visto che lo gira in America e si tratta di una sorta di road movie, con risultati oltretutto più che buoni. Dopo aver cambiato aria per un po’, Due anni dopo, nel 1999, gira il suo secondo capolavoro, una toccante e drammatica epopea dal titolo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MUERTOS DE RISAS&lt;/span&gt; che vede una delle migliori interpretazioni di Santiago Segura, attore che Iglesia utilizza più volte nei suoi film. L’hanno seguente, siamo nel 2000, è la volta de &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LA COMUNIDAD&lt;/span&gt;, tragicommedia a toni grotteschi che sbanca i Premi Goya, da questo momento in poi il regista inizia a diventare produttore di se stesso, creando la PANICO FILMS attraverso la quale girerà 800 BALAS, una sorta di omaggio allo Spaghetti Western, ma pieno di sorprese.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;CRIMEN PERFECTO &lt;/span&gt;del 2004 si torna allo humor più nero, siamo sulle atmosfera de &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LA COMUNIDAD&lt;/span&gt;. Attualmente è uscito &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;OXFORD MURDERS&lt;/span&gt;, film girato tra Londra e Oxford con Elijah Wood come protagonista.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Alex De La Iglesia ama definirsi un ragazzino che non è mai cresciuto, nel senso che ama fare le cose che faceva da ragazzo come collezionare fumetti, guardare serie televisive e ridere e scherzare con gli amici. Non a caso mantiene un rapporto stretto con i suoi fans ed è una persona molto alla mano. La sua filosofia riguardo al girare un film è la consapevolezza che qualsiasi lavoro andrebbe apprezzato e dovrebbe essere un piacere svolgerlo. Durante le lavorazioni dei suoi film è sempre molto premuroso nei confronti degli attori e di tutta la troupe. Si preoccupa che tutti siano a loro agio, si lavori di comune accordo e che il lavoro, sebbene a volte i ritmi siano feroci, risulti il più leggero possibile. In questo modo e con questo ambiente si ottiene di più oltre che da se stessi anche dagli altri. Nel suo stile personale ed estremamente originale si intravede quasi sempre un’anima grottesca, alcuni personaggi e situazioni si possono situare nel genere caro al nostro Marco Ferreri. In film come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LA COMUNIDAD&lt;/span&gt; assistiamo a messe in scena che sono molto vicine a quelle del teatro, non a caso la collaborazione con Carmen Maura, bravissima attrice di teatro oltre che di cinema, inizia proprio con quel film.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Iglesia non si tira mai indietro, è molto critico e spesso mostra cose molto forti in maniera naturale,  ossia rendendo l’impatto brutale facendole apparire cose quotidiane e insite nei nostri costumi sociali. Caratteristiche come le manie di vario genere, la sopraffazione, addirittura la pedofilia viene accennata in maniera incisiva, come in &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PERDITA DURANGO&lt;/span&gt; ad esempio. Il regista di origine Vasca è dispettoso, nei suoi film infila dentro dei veri e propri capricci visivi che rendono il suo stile unico e molto raffinato, stupefacente e mai fine a se stesso o scontato. Alex De La Iglesia ha l’arte di stupire senza sforzarsi a farlo, nel senso che mette in scena paradossi senza il benché minimo sforzo, in maniera naturale. Lo humour è più che presente nelle sue opere, sebbene si tratti di humour del più nero, ci si trova a ridere durante atrocità e situazioni al limite dell’umano, in cui i sentimenti diventano contrastanti creando un’atmosfera del tutto peculiare. La sua filmografia è un viaggio nella natura umana e negli istinti umani che rappresentano “l’altra faccia” di ogni persona, ogni essere è una sorpresa e il mondo è estremamente vario, reale e proprio per questo osservabile da infinite angolazioni. Anche la persona più semplice o apparentemente inutile viene ritratta accuratamente sebbene per pochi attimi, e diventa la rappresentazione di una delle molteplici realtà in cui viviamo, tutti, nessuno escluso.  Sono spesso i personaggi di secondo piano ad avere le caratteristiche più  ferocemente peculiari nei film di Alex, anche un semplice dispensatore di volantini per la strada può avere una grande importanza, come quello all’inizio di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;EL DIA DE LA BESTIA&lt;/span&gt;, personaggio che si vede per pochi secondi ma attraverso poche parole e movimenti ci comunica lo stress e la malinconia della società moderna in una maniera inequivocabile.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Alex De La Iglesia è giovane e ha molto cammino davanti a se nell’ambito della settima arte,  con grande curiosità le sue opere vengono attese ogni anno dai suoi fedelissimi fans e non solo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceiro-interviste.blogspot.com/2008/04/intervista-alex-de-la-iglesia.html"&gt;- INTERVISTA AD ALEX DE LA IGLESIA&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);" href="http://cangaceiro-insala.blogspot.com/2008/04/oxford-murders-teorema-di-un-delitto.html"&gt;2007 - Oxford Murders - Teorema di un delitto &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/crimen-perfecto-di-alex-de-la-iglesia.html"&gt;2004 - Crimen perfecto &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/05/800-balas.html"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt;2002 - 800 Balas&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/la-comunidad-di-alex-de-la-iglesia-2000.html"&gt;2000 - La comunidad - Intrigo all'ultimo piano&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(51, 255, 51);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/04/muertos-de-risa.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1999 - Muertos de Risa&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/perdita-durango-di-lex-de-la-iglesia.html"&gt;1997 - Perdita Durango &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/el-dia-de-la-bestia-aka-il-giorno-della.html"&gt;1995 - El dia de la bestia&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(51, 255, 51);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/azione-mutante-di-alex-de-la-iglesia.html"&gt;1993 - Azione mutante  &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;a cura di Davide Casale&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2513386006896179584-449119090802821810?l=cangaceiro-speciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/feeds/449119090802821810/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2513386006896179584&amp;postID=449119090802821810' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/449119090802821810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/449119090802821810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/2008/04/speciale-alex-de-la-iglesia.html' title='SPECIALE ALEX DE LA IGLESIA'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/R_XOfxzmv6I/AAAAAAAACcI/8rVaMW4ZtFA/s72-c/alex_de_la_iglesia2+copia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2513386006896179584.post-2478129059561624311</id><published>2008-01-18T14:59:00.001-08:00</published><updated>2008-01-18T15:14:19.009-08:00</updated><title type='text'>ROB ZOMBIE'S HALLOWEEN  SPECIAL</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/R5EyT2QStBI/AAAAAAAACHI/5hDkPpwmonE/s1600-h/BANNER_HALLOWEEN.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/R5EyT2QStBI/AAAAAAAACHI/5hDkPpwmonE/s400/BANNER_HALLOWEEN.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5156958364878681106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h1&gt;&lt;span style=";font-size:18;color:blue;"  &gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;I, Zombie - Duplicating&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:blue;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:blue;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;Nella miseria abbandonata tra le macerie dell'horror americano, l'opera cinematografica di Rob Zombie è arrivata come la stella oltre le stelle, come aspettativo di ciò che, secondo le ragioni del tempo, diventa culto. Pochi hanno fatto in vita quello che ha realizzato Rob. Una carriera musicale che sovverte completamente le regole con una proposta inedita che farà scuola, i White Zombie, e che palesa molta della passione cinematografica del bizzarro cantante, collaborando spalla a spalla con leggende come Alice Cooper, i Kiss e Ozzy Osbourne. Una carriera di fumettista insieme a Steve Niles che fa parlare di sé grazie a proposte interessanti come The Nail e Spookshow. Un flirt con il cinema grazie a numerose apparizioni su colonne sonore di successo e la regia di tutti i video musicali della sua carriera con la vittoria di un MTV Awards. Le mire erano chiare e facendosi strada a graffi e a morsi Rob riesce a rendere corporei i suoi “incubi di stricnina”. &lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;House of&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;the 1000 Corpses&lt;/b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt; rappresentava una &lt;/span&gt;&lt;i style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;continuity&lt;/i&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt; sul fil rouge di quel delirio fumettistico-weirdo-citazionista che era la musica dei White Zombie e consequenzialmente della carriera musicale solista di Rob, in un fulgore di colori polposi che si riflettevano sulle deformità bizzarre delle creature che popolano il suo mondo. Una proposta interessante e apprezzata dai più che però viene spazzata via dall'opera seconda, quel &lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;The Devil's Rejects&lt;/b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt; che rivelò qualcosa di più di un mestierante attento e visionario. Un lavoro maturo e scevro da tutti quei &lt;/span&gt;&lt;i style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;divertissement &lt;/i&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;infantili che rivelavano un lato molto più furioso e ribelle del rocker newyorkese, avvolgendo nel mito le vite delle tre implacabili figure principali, costringendo lo spettatore ad un pesante compromesso morale. &lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;The Devil's Rejects&lt;/b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt; arriva in maniera shockante nella percezione degli appassionati del genere che avvertono nell'autore una maturità ed un potenziale tale da poter regalare opere di spessore sempre maggiore. L'attesa per il nuovo progetto di Rob Zombie diventa febbrile subito dopo aver assimilato il colpo di &lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;The Devil's Rejects&lt;/b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt; e arriva come un fulmine a ciel sereno la notizia che, invece di una sceneggiatura originale e più autoriale, il regista decide di rifare la storia di &lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;Halloween&lt;/b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt; di John Carpenter. Vediamo perchè.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:blue;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="color:blue;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Devilman – running in my Head&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="color:blue;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:blue;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;L'impossibile massa di rifacimenti che ha affollato le sale a causa di una grave penuria di idee(o di voglia di osare,piuttosto) da parte di Hollywood ha falsato, negli ultimi lustri, l'idea originale nel termine remake. Che siano vacue rivisitazioni di miti del passato come &lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;Texas Chainsaw Massacre&lt;/b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt; di Nispel o &lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;Dawn of the Dead&lt;/b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt; di Snyder,&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;riappropriazioni illecite di culture asiatiche come tutto il filone dei remake del J-horror, oppure veri e propri suicidi commerciali come &lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;The Wicker Man&lt;/b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;, la sensazione di accumulo immotivato è talmente palese da creare immediatamente diffidenza nei confronti di operazioni del genere. In realtà dimentichiamo la vera natura del remake come omaggio e rielaborazione autoriale di un mito del passato. Riusciamo ad immaginare il sollevarsi di polemiche riguardanti alla produzione del &lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;Nosferatu&lt;/b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt; di Herzog, o de &lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;La Mosca&lt;/b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt; di Cronenberg o ancora, rimanendo in zona Carpenter, la sua personale visione de &lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;La Cosa&lt;/b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;? Nel discorso &lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;Halloween&lt;/b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;,il background musicale di Rob Zombie viene in aiuto per spiegare il suo approccio all’opera. Il regista/rocker fa una “cover” personale del cult di Carpenter, mantenendo gli stessi accordi ma accordando gli strumenti secondo i suoi tempi, adattand il pezzo al suo stile e rendendolo personale, come fece per &lt;/span&gt;&lt;i style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;I’m Your Boogey man&lt;/i&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;, rifacimento assurdo di una canzone dei KC &amp;amp; The Sunshine Band. Rob Zombie è intenzionato ad accostarsi a questo tipo di progetti, sicuramente con coraggio, forse anche presunzione ed incoscienza, convinto di poter rielaborare in maniera totalmente diversa le vicende di un personaggio protagonista di una saga infinita ma soprattutto di un capolavoro intoccabile nell'immaginario collettivo. Dal canto suo, John Carpenter, afferma fieramente che tutti i suoi film sono passibili di rifacimento e diventeranno tali, quindi&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;royalties a profusione e a buon rendere. L'&lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;Halloween&lt;/b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt; di Rob Zombie nasce subito all'insegna delle polemiche, i fan stentano a crederci e il regista viene immediatamente attaccato, tanto che la sua inossidabile sicurezza, durante i mesi di lavorazione, comincia a vacillare. Il Myspace dell’artista diventa una specie di forum dove partecipa egli stesso, spesso nervosamente, e chiunque dice la sua. E’ interessante come il regista racconti di aver immediatamente rifiutato la proposta dei Weinstein Bros di fare un remake di &lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;Halloween&lt;/b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;, rinfacciandogli le stesse diffidenze che i suoi fan hanno poi lamentato a lui. Solo dopo diverso tempo e diverse proposte ha deciso di prendere il toro per un altro paio di corna. Non si spiega però il suo disappunto per il pubblico che ha inizialmente avuto le sue stesse reazioni. Rob spiega che farà un film diverso dove Michael Myers non è la macchina di distruzione che conosciamo ma ha uno spessore umano. Ed è solo vedendo il film che queste parole possono planare su un significato concreto. Per Rob Zombie il mito di Michael Myers assurge ad avere un significato talmente reale nella cultura popolare da poter essere considerato un personaggio realmente esistente, un icona oscura accostabile al concetto di morte violenta al pari di tanti serial killer realmente esistiti. Per quanto anche questi ultimi vengano idealizzati dalle masse come creature senza scrupoli né morale,dediti esclusivamente al concetto di omicidio, anche essi hanno percorso un doloroso cammino che ha portato all'abiezione nei confronti di amore ed empatia umana. Ecco come si arriva al punto di immaginare una infanzia per l'icona Michael Myers, "il male puro" incarnato nella carne, attraverso la celluloide.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:blue;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:blue;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:blue;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="color:blue;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;More Human Than Human&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="color:blue;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p style="color: rgb(255, 255, 51);" class="MsoBodyText"&gt;Rob Zombie, per raccontare la triste esistenza del giovanissimo Michael, uno stupefacente Daeg Faerch alla sua prima interpretazione, si ispira alla miseria umana di Henry Lee Lucas e Charles Manson, due figure che non a caso sono alla base del personaggio di Otis nei film precedenti e&lt;br /&gt;che,idealmente, potrebbe essere Michael da grande, senza gli anni di manicomio. Daeg è posseduto dalla parte, probabilmente pressato fino al limite del crimine per esprimere un tale male di vivere, un feroce rancore dietro il volto ancora androgino di un ragazzino sgraziato. Se c’è un vincitore assoluto in &lt;b&gt;Hallowen&lt;/b&gt;, è lui. Un personaggio a parte, che pretende esistenza su dimensioni che vanno al di là del mito cinematografico. La frustrazione della sua fuga nei corridoi della scuola sul titolo del film ed il leggendario motivetto carpenteriano spinge la bile attraverso i vasi e diviene effige dell’opera.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Inspiegabilmente però, Rob non calca troppo la mano contro il bambino e la sua infanzia non è sufficientemente terrificante per giustificare la sua trasformazione in serial killer. Si ha l'impressione di trovarsi davanti ad una serie di stereotipi annacquati ma soprattutto la parte di Sheri Moon, qui ancora musa di Rob Zombie, come madre di Michael ha un valore eccessivamente positivo per soddisfare l'economia della storia. Di contro, la realtà che circonda i personaggi è ancora più oscura e aberrante che nei film precedenti, le pareti sono sudice e vuote, i corpi nudi e straziati, persino il sangue è scuro e raggrumato nei film di Rob Zombie, una muta disperazione sfogata in una violenza che sembra essere necessaria.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:blue;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 102, 255);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="color:blue;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;We All Go Down for the God of the Moment&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="color:blue;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:blue;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;Per una impresa così ambiziosa (e rischiosa al limite dello spericolato) Rob Zombie recluta una squadra attoriale dalle qualità eccellenti. Una muta di cani di razza, quella di &lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;Halloween&lt;/b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;, che soddisfa il desiderio di lavorare con icone dell’ horror e outsider del cinema mondiale. Un parco attori da fare invidia a molti blockbuster in giro, non tanto per la popolarità dei nomi coinvolti ma per la loro qualità. Ritornano gli abituè del cinema di Rob, soprattutto da &lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;The Devil’s Rejects&lt;/b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;: la tripletta Sheri Moon,Bill Moseley e Sid Haig (questi ultimi in trasparenti camei)&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;ma anche Leslie Easterbrook, Ken Foree e Danny Trejo, per una volta in una veste rassicurante, e soprattutto Tyler Mane che nei suoi due metri e passa di altezza diventa la lungocrinita nuova identità di Michael Myers. Accanto a loro Rob si toglie la soddisfazione di poter dirigere alcuni nomi che hanno fatto la storia del cinema di genere. Principalmente Malcolm McDowell è una scelta sapiente visto che l’attore aveva un po’ gettato via la sua carriera e quindi ridimensionato il suo cachè, rimanendo comunque l’illustre Alex De Large di &lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;Arancia Meccanica&lt;/b&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;nell’immaginario popolare. Per sua stessa dichiarazione non influenzato dall’interpretazione di Donald Pleasance (McDowell assicura di non aver mai visto né Halloween né i suoi sequel) , il suo dottor Loomis è sicuramente molto più manieristico, concettualmente distante dall’icona di Carpenter, il medico/scienziato/stregone che si illude di sfidare il male. Differente il rapporto con Michael perché in primis è il paziente che è evidentemente un altro. Il Loomis di Pleasance è determinato nell’auto-infliggersi il destino di essere custode del male, che ha il dovere di contenere o imprigionare l’iniquità che si scatena per le strade attraverso Michael, senza speranza né redenzione. Il Loomis di McDowell è un personaggio più classico, che ha in cura un caso umano con cui matura un legame per amor di ricerca che diventa poi affetto e conoscenza intima, ha una coscienza dell’umanità di Michael che lo atterrisce di fronte alla sua brutalità. Il Dr Loomis è un perdente. A McDowell si uniscono alcuni volti noti del cinema horror e popolare in generale come Clint Howard, Dee Fallace, Richard Lynch e soprattutto un talento eccezionale come Brad Dourif, che nel film di Zombie sembrano prendere parte alla loro personale&lt;/span&gt; &lt;i style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;Hall of Fame&lt;/i&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:blue;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:blue;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h2&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="color:blue;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;See the Flesh Falling Everywhere&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="color:blue;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:blue;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;Non si sono sottolineate la presenze muliebri del film , Danielle Harris, Kristina Klebe e Scout Taylor Compton, la Laurie in carica, non per mancata celebrità ma perché interpreti esclusivamente nella seconda parte del film, dove le sorti si ridimensionano rispetto ad una prima parte importante. Una volta che la fuga di Michael inizia, Rob Zombie riporta il film sempre più vicino al&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;suo modello originale o almeno apparentemente. Gli ultimi minuti di film rappresentano la parte più meramente slasher del film, dove lo &lt;/span&gt;&lt;i style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;stalking&lt;/i&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt; di Michael diventa sempre più mirato alla cattura della sorella ed a una illusione di riunione familiare. Probabilmente Rob Zombie lo negherebbe fino alla morte ma decide di dare ritmo alla pellicola conferendogli azione e iniziando un placido quanto imperterrito bodycount. Il che non è necessariamente un compromesso,, visto che era implicito che,a meno di non stravolgere completamente la storia, il film comunque parlasse di un assassino e quindi qualcuno doveva venire ammazzato. Quello che non torna,però, è la disumana esplosione di violenza di Michael, sopita per anni. E’ vero che Zombie ci ha mostrato la insensata ferocia del ragazzino ma ci ha infuso anche la sua umanità e la sua capacità di stasi dalla violenza. La trasformazione nella vecchia implacabile macchina di distruzione Michael Myers è fuori luogo e non trova giustificazione nelle scene di omicidio, pur ottimamente girate. Il film sembra avere un percorso personale, per il regista, solo per metà. Non c’è una vera e propria uscita e questo è dimostrato dall’indecisione su come decretare la fine di Michael. E’ molto facile, seppur legittimo, lamentare che l’infanzia di Michael non prevede traumi particolarmente shockanti da trasformare il biondo ragazzino nell’enorme furia distruttrice che vediamo nel finale. Anche volendo imputare una particolare sensibilità dell’animo del ragazzo, non c’è bisogno di esperienza clinica in psicanalisi per rendersi conto che nonostante tutto Michael poteva mantenere la ragione tenendo la madre, Sheri Moon, come punto di riferimento. Il fatto di ricevere amore incondizionato da parte della donna conferisce un motivo di contenimento dell’odio per il ragazzo. Rob Zombie ha mancato nel mettere la moglie nei panni di un personaggio negativo. Tuttavia, a detta del regista in numerose interviste, non c’è alcun collegamento tra la violenza di Michael e la sua penosa situazione familiare. Sempre dalle sue parole, che Michael sia nato in una famiglia povera o ricca, disagiata o felice non ha alcuna influenza, Michael è un reattore di furia omicidia che sarebbe comunque esploso, un &lt;/span&gt;&lt;i style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;natural born killer&lt;/i&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt; votato al male. Questo può essere anche ammissibile nelle intenzioni di Rob ma non traspare minimamente dal film, anzi allo spettatore viene suggerito il contrario. Meglio sarebbe stato dare a Michael un passato fortunato per poter biasimare il suo destino di sangue. L’ambizione di Rob di rieducare lo spettatore è lodevole ma tuttavia sprezzante perché contraria a regole che per ammissione lui stesso rispetta.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;Sintomatico dell’indecisione sul completamento dell’opera è il fatto che Rob Zombie , a breve dall’uscita nelle sale, sia tornato sul set a rigirare un paio di scene abbastanza centrali tra cui la fuga di Michael ed il finale del film. Questo ha determinato l’esistenza di due versioni del film, una è un &lt;/span&gt;&lt;i style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;workprint&lt;/i&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt; che è girato in rete, la cui diffusione non pare aver determinato il successo commerciale della pellicola, e una per i cinema, simile ma diversa. Senza naturalmente rivelare lo svolgimento dei fatti, sia noto che Rob Zombie ha potuto testare sulla sua pelle come la resa di una scena sullo script non ha lo stesso effetto sullo schermo. L’intenzione di Rob era quella di far ritornare in Michael l’essenza del mostro ancestrale, del Frankenstein da perseguitare, del King Kong abbattuto sull’Empire State Building, ma, come già detto, non si può lavorare esegeticamente per buona parte del racconto rendendo concreto, umano, “materico” il proprio personaggio per poi decidere di sgretolarlo come un pupazzo di creta. Questo è stato riconosciuto fallimentare anche dal regista che ha scelto una soluzione di ripiego forse ancora più improbabile. Soddisfatto o meno che sia come autore, Rob Zombie ha superato la sfida più ardua, quella del botteghino, sopravvivendo anzi uscendo vittorioso contro la diffidenza che lo aveva travolto all’inizio di questa avventura. La buona uscita da questo progetto ha un significato emblematico nella carriera di Rob che ha all’orizzonte un potere nei confronti di Hollywood molto superiore rispetto a prima. Quindi è solo il caso di aspettare il prossimo progetto che si auspica arrivi possa arrivare oltre le aspettative grazie all’esperienza di &lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;Halloween&lt;/b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51);"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:blue;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:blue;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:blue;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:blue;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2513386006896179584-2478129059561624311?l=cangaceiro-speciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/feeds/2478129059561624311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2513386006896179584&amp;postID=2478129059561624311' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/2478129059561624311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/2478129059561624311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/2008/01/rob-zombies-halloween-special.html' title='ROB ZOMBIE&apos;S HALLOWEEN  SPECIAL'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/R5EyT2QStBI/AAAAAAAACHI/5hDkPpwmonE/s72-c/BANNER_HALLOWEEN.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2513386006896179584.post-7522039238657764866</id><published>2007-12-19T13:22:00.000-08:00</published><updated>2007-12-19T13:33:37.755-08:00</updated><title type='text'>SPECIALE BLACK SNAKE MOAN</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/R2mN1GQSshI/AAAAAAAACDE/jM8xUS3ssbY/s1600-h/BOT2.GIF"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/R2mN1GQSshI/AAAAAAAACDE/jM8xUS3ssbY/s400/BOT2.GIF" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5145799992599032338" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;"&gt;Un viaggio nel mondo del Blues attraverso le note di Son House...&lt;/span&gt;   &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 102, 255); font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;You know, love's a hard ol' fall, make you do things you don't wanna do. Love sometimes make you feel sad and blue...&lt;/span&gt;  &lt;span style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovvero "Sai,l'amore è come un duro colpaccio,ti fa fare cose che non vorresti fare. L'amore a volte ti fa sentire triste e disperato”. Parole di Son House che,chitarra in mano, apre su un filmato di repertorio Black Snake Moan con le basi della dottrina del dirty southern blues, il sound malinconico di coloro che vivono oppressi dalla povertà e dagli strazi del cuore. Quando niente è rimasto se non un lamento triste e una preghiera al Signore tutta la disperazione si trasforma in musica . Craig Brewer aveva cominciato la sua trilogia musicale con il fortunato Hustle &amp;amp; Flow,ambientato nel degradato ambiente dei reietti del ghetto di Memphis,tra un magnaccia che vuol diventare un rapper di successo e un gruppo di puttane senza speranza; la proseguirà con Maggie Lynn,dedicato al genere country. Per i territori sudaticci di Black Snake Moan (titolo mutuato da un pezzo di Blind Lemon Jefferson) non poteva che affidarsi alle ruvide e assolate piantagioni del Sud del Tennessee dove la comunità nera si riunisce in chiesa a cantare e sputare per terra e la massima aspirazione delle ragazze è farsi palpare il culo alla festa del liceo. Qui vive Lazarus,abbandonato dalla moglie,troppo in colpa per essere innocente,troppo vecchio per ricominciare,troppo solo per resistere al dolore. Qui (soprav)vive Rae,che aspetta il suo boyfriend partito in Afghanistan,in compagnia del suo "piccolo" problema di ninfomania,regalo lasciatole dal patrigno che abusava di lei. Anche Rae è sola e per questo cadrà,talmente in basso da rischiarci la pelle,fino a quando non la raccoglierà da terra Laz e troverà in lei il cammino per redimersi dal suo peccato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 102, 255); font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Mmm, mmm, black snake crawlin' in my room&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;"&gt;Leggenda vuole che Brewer non fosse per nulla convinto di dare la parte a Christina Ricci,la quale si era talmente innamorata del ruolo da affermare di voler lasciare la recitazione se non l'avesse ottenuto. Craig vedeva in Rae la semplice e stupidotta ragazza del sud modello Daisy Mae dei fumetti di Lil’ Abner,quindi rozza,mezza nuda e completamente svaporata,un personaggio che strideva con l'immagine di sofisticata  dark lady dell'attrice californiana. A quanto pare però lei ha saputo conquistarsi i (pochi) panni di Rae tanto che si racconta di un provino eccezionale ed incredibilmente emotivo. Pochi giorni dopo Craig Brewer incontrò Christina in un bar e le regalò una scatola che conteneva la catena argentata che l'attrice avrebbe indossato durante il film. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;"&gt;Un tributo alla sua devozione per la parte. Non ci sono dubbi ,la scelta fu azzeccata. Rae è modellata sulla Bambola di Carne di Elia Kazan ma, alle peccaminose fattezze post-adolescenziali di Carroll Baker aggiunge una natura insanamente selvatica tale da far pulsare le tempie. E' sicuramente il ruolo più intenso nella carriera di Christina Ricci che è tranquillamente comparabile alla Jennifer Jason Leigh di Ultima Fermata Brooklyn, parimenti devastata dalla vita ma anche pericolosamente sexy. Un pezzo di carne bollente ripetutamente abusato e ridotto ad un fuscello tremolante che implora tra gli spasmi di essere penetrato. E' una dicotomia disturbante quella che porta Rae sullo schermo: un irresistibile oggetto di desiderio in una mise sboccata e lasciva ridotta ad uno straccetto ed un paio di mutandine che trasmette una profonda amarezza per le continue umiliazioni,implicite ed esplicite,da cui è vessata. E' lei il Black Snake Moan del titolo,il "lamento del serpente nero" che la possiede come una tarantolata quando gli incubi ritornano sotto forma di frenesia sessuale:un graffiante e stridulo orgasmo doloroso. &lt;/span&gt;    &lt;span style="color: rgb(51, 102, 255); font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, hush, thought I heard her call my name&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(51, 102, 255); font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;If it wasn't so loud and so nice and plain&lt;/span&gt;  &lt;span style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella sua pur breve carriera cinematografica Brewer non ha mai nascosto una sincera passione per la cultura afro-americana(ma il ragazzo è bianco come i palmi di tutte le mani del mondo),non a caso dietro i suoi film c'è anche John Singleton. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;"&gt;Soprattutto la musica nera sembra fornirgli un grande trasporto tanto che ,al di là del tema trattato,Hustle &amp;amp; Flow vantava la presenza di Isaac Hayes,una delle menti funky degli anni '70 oltre che icona blaxploitation soprattutto per quel gioiello che è Truck Turner, come padrino di battesimo(almeno nel mainstream visto che Craig ha all'attivo anche il piccolo Poor &amp;amp; Hungry). &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;"&gt;Per il ruolo del vecchio bluesman dal cuore spezzato,Laz,la scelta era di lusso:accettano il ruolo sia Morgan Freeman che Samuel L. Jackson. Se il primo era più portato per via del physique du role,”Da Man” aveva dalla sua una storia artistica che non lasciava dubbi. Un personaggio di colore di umile estrazione sociale con una grande fede religiosa,una missione di redenzione e dottrina ed una inamovibile determinazione:vengono in mente Jules di Pulp Fiction,Elijah di Unbreakable ,Mr Garfield di 187 ed una infinità di ruoli affidati sempre allo stesso uomo che non fanno meravigliare se la produzione abbia spinto in una determinata direzione. Quella di Lazarus è una parte quasi biblica,intrisa di cultura conservatrice arcaica,profondamente religiosa come è la mentalità sudista che si incarna allo stesso modo in cui si esprimono i temi classici del blues rurale ed in fondo anche questa pellicola. Da idolo popolare quale è,Samuel Jackson non ha avuto problemi a immedesimarsi in uno stereotipo culturale,conferendogli spessore, arrivando a cantare con la sua voce i pezzi del film. Così,come in una continua ballata,i dialoghi retoricamente altisonanti sembrano semplicemente testi di una lunga piece spiritual di cui le immagini sono il caldo assolo.&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 102, 255); font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;You know, I cried last night and all the night before&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(51, 102, 255); font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Gotta change my way a livin', so I don't have to cry no more&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;"&gt;C'è chi si potrà chiedere come un film con tali elementi exploitation,tra cui una donna mezza nuda tenuta incatenata da un vecchio musicista nero fanatico religioso,possa viaggiare su binari così accomodanti ed atterrare su un terreno più soffice di quello che si poteva presumere. Basta riflettere &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;"&gt;sul fatto che Black Snake Moan è una blues ballad che,come tutte,poggia su concetti semplici ed universali. Quindi racconta di qualcuno che ama intensamente e ne soffre nonostante tutto,di qualcuno che cerca la redenzione ad ogni costo attraverso azioni opinabili,di qualcuno che trova la salvezza  tra le braccia di chi detiene le proprie radici,di qualcuno che continuerà a soffrire ma,alla fine,è più forte perchè sa di non essere più solo. You know, love's a hard ol' fall, make you do things you don't wanna do. Love sometimes make you feel sad and blue...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 102, 255);"&gt;Soundtrack di Son House e Blind Lemon Jefferson&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2513386006896179584-7522039238657764866?l=cangaceiro-speciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/feeds/7522039238657764866/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2513386006896179584&amp;postID=7522039238657764866' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/7522039238657764866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/7522039238657764866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/2007/12/speciale-black-snake-moan.html' title='SPECIALE BLACK SNAKE MOAN'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/R2mN1GQSshI/AAAAAAAACDE/jM8xUS3ssbY/s72-c/BOT2.GIF' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2513386006896179584.post-2201082444367473915</id><published>2007-10-16T06:12:00.000-07:00</published><updated>2007-10-16T11:48:49.314-07:00</updated><title type='text'>SPECIALE FRANK OZ</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RxUHghEhAqI/AAAAAAAABuA/weZg-eyfOOs/s1600-h/FrankOz+copia+copia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RxUHghEhAqI/AAAAAAAABuA/weZg-eyfOOs/s400/FrankOz+copia+copia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5122008406418326178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Nonostante una non prolificissima carriera come regista,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Richard Frank Oznowicz&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, al secolo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Frank Oz&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, nome chi già di per sé richiama mondi fantastici,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;si è ritagliato già un nome nella leggenda Hollywoodiana. I suoi inizi sono per lo più alla corte di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Jim Henson&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, il papà dei &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Muppets&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, per il quale anima i pupazzi di Piggy e Fozzie, nonchè altri di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Sesame Street&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;. Le sue collaborazioni vanno da &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Labyrinth&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; a &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Guerre Stellari &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;per cui è diventato una leggenda. Infatti è lui Yoda, o meglio,la voce del personaggio. Jim Henson lo promuove dietro la camera in &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Dark Christal &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;per cui fa più che altro una seconda regia dietro le indicazioni del suo mentore. La sua prima regia è &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;The Muppets Take Manhattan&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, che lo mette nelle condizioni di cimentarsi da solo dietro la macchina da presa, seppur sempre sotto l'egida di Henson. La sua prima vera regia,dell'86, è abbastanza ambiziosa, è il remake e la versione per lo schermo del musical &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;La Piccola Bottega degli Orrori&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, in cui si cimenta con il cult cormaniano conferendogli ulteriore carica comica. Qui inizia il suo sodalizio con &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Steve Martin&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, all'ora attivissimo sia al cinema che in tv, che diventerà un po' il suo attore feticcio. Oz si impone quindi come regista di commedie ma vuole dimostrare di saper girare anche senza pupazzi di torno. Il suo film successivo,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Due Figli di...&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;(1988),è una pietra miliare della comicità americana. Remake de &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;I Due Seduttori&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; con &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Marlon Brando&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;David Niven&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, il film è una commedia perfetta che sfrutta le differenti capacità attoriali di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Michael Caine&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Steve Martin&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;. I due attori sono eccezionali ed il film è per una volta veramente divertente. Intanto presta camei un po' ovunque, specie per&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt; John Landis&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, da &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Spie come No&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;i a &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Blues Brothers&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;,a &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Una Poltrona per Due&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;. Successivamente ha tra le mani un altro grande comico, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Bill Murray&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, con il quale gioca ancora la carta del dualismo tra due personaggi diametralmente opposti. Lo confronta con R&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;ichard Dreyfuss&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, allora ancora famosissimo, e nonostante le smorfie di Murray è quest'ultimo a dare la prova attoriale migliore. Il film purtroppo non è bissa il successo del precedente. Stessa cosa si può dire per &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Moglie a Sorpresa&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; (del 92), dove torna con Steve Martin ma la fortuna non sembra arridergli. Il film è banale e stanco e non diverte nonostante Martin ce la metta tutta. Oz torna al cinema per bambini con La Chiave Magica, che, nonostante sia un film non particolarmente popolare, è un'ottima metafora della coscienza del raggiungimento dell'età adulta. Il successo torna con In &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Kevin Kline&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; e,su toni più leggerei, riesce a divertire il pubblico cercando di mantenere una certa correttezza politica. Il passo seguente è ancora con Martin con &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Bowfinger&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, insieme a &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Eddie Murphy&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, dove si diverte a farsi beffe delle fisime di Hollywood. Cambio completo di registro nel 2001 in cui gli viene data la regia di un action-suspance con un parco attori che vede &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Marlon Brando,Robert DeNiro&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Edward Norton&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; scambiarsi la staffetta di un ideale primato generazionale. Purtroppo il film non è particolarmente avvincente e Oz ha seri problemi con &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Marlon Brando&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; che si arroga il diritto di trattare male la gente sul set e prendere per i fondelli Oz sul suo passato come "puparo". Nel 2004 è il turno di un nuovo rifacimento, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;La Fabbrica delle Mogli&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Ira Levin&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, che esce con il titolo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;La Donna Perfetta&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;. Nel film dirige &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Nicole Kidman&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; e,nonostante il film sia un po' freddo e macchinoso raggiunge un certo successo. Esce quest'anno con &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Funeral Party,&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; una commedia nera in cui ritorna ai fasti di un tempo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/10/il-remake-del-primo-leggendario-film-di.html" target="_blank"&gt;La piccola bottega degli orrori (Little Shop of Horrors, 1986)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/10/due-figli-di-di-frank-oz-1988.html" target="_blank"&gt;Due figli di... (Dirty Rotten Scoundrels, 1988)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/10/tutte-le-manie-di-bob-di-frank-oz-1991.html" target="_blank"&gt;Tutte le manie di Bob (What About Bob?, 1991)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/10/moglie-sorpresa-di-frank-oz-1992.html" target="_blank"&gt;Moglie a sorpresa (HouseSitter, 1992)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/10/la-chiave-magica-di-frank-oz-1995.html" target="_blank"&gt;La chiave magica (The Indian in the Cupboard, 1995)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/10/in-out-di-frank-oz-1998.html" target="_blank"&gt;In &amp;amp; Out (1998)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/10/bowfinger-di-frank-oz-1999.html" target="_blank"&gt;Bowfinger (1999)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/10/score-di-frank-oz-2001.html" target="_blank"&gt;The Score (2001)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/10/la-donna-perfetta-di-frank-oz-2004.html" target="_blank"&gt;La donna perfetta (The Stepford Wives, 2004)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceiro-insala.blogspot.com/2007/09/funeral-party.html" target="_blank"&gt;Funeral Party (Death at a Funeral, 2007)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;a cura di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2513386006896179584-2201082444367473915?l=cangaceiro-speciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/feeds/2201082444367473915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2513386006896179584&amp;postID=2201082444367473915' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/2201082444367473915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/2201082444367473915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/2007/10/speciale-frank-oz.html' title='SPECIALE FRANK OZ'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RxUHghEhAqI/AAAAAAAABuA/weZg-eyfOOs/s72-c/FrankOz+copia+copia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2513386006896179584.post-155348227304858583</id><published>2007-09-17T17:14:00.000-07:00</published><updated>2007-09-17T17:18:58.940-07:00</updated><title type='text'>SPECIALE SPAGHETTI WESTERN</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/Rubv0oIMiCI/AAAAAAAABSA/PJKZCH0f3rY/s1600-h/SPAGHETTI+WESTERN+copia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/Rubv0oIMiCI/AAAAAAAABSA/PJKZCH0f3rY/s400/SPAGHETTI+WESTERN+copia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5109034514702436386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 51); font-weight: bold;"&gt;In occasione della Mostra del Cinema di Venezia, Cangaceiro vi regala una retrospettiva sul cinema Spaghetti Western partendo dai film presentati al Lido fino ai migliori film del genere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/i-sette-del-texas-di-joaquin-luis.html"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;" target="_blank"&gt;I sette del Texas (Antes llega la muerte) (1964) di Joaquin Luis Romero Marchent&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;" target="_blank"&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/10000-dollari-per-ringo-di-alberto-de.html" target="_blank"&gt;100.000 dollari per Ringo (1965) di Alberto De Martino&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/il-ritorno-di-ringo-di-duccio-tessari.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Il ritorno di Ringo (1965) di Duccio Tessari&lt;/span&gt; &lt;/a&gt; &lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/ringo-nel-nebraska-di-mario-bava-e.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Ringo del Nebraska (1965) di Mario&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/ringo-nel-nebraska-di-mario-bava-e.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Bava e Antonio Román&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/un-dollaro-bucato-di-giorgio-ferroni.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Un dollaro bucato (1965) di Giorgio Ferroni&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/09/django-di-sergio-corbucci-1966.html" target="_blank"&gt;Django (1965) - Uncut - di Sergio Corbucci&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/il-bounty-killer-di-eugenio-martin-1966.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;The Bounty Killer (1966) di Eugenio Martin&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/05/la-resa-dei-conti.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;La resa dei conti (1966) di Sergio Sollima&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/navajo-joe-di-sergio-corbucci-1966.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Navajo Joe (1966) di Sergio Corbucci&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/sugar-colt-di-franco-giraldi-1966.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Sugar Colt (1966) di Franco Giraldi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/un-fiume-di-dollari-di-carlo-lizzani.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Un fiume di dollari (1966) di Carlo Lizzani&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/yankee-di-tinto-brass-1966.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Yankee (1966) di Tinto Brass&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/09/10000-dollari-per-un-massacro-1967-di.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;10 000 dollari per un massacro (1967) di Romolo Guerrieri&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/el-desperado-di-franco-rossetti-1967.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;El Desperado (1967) di Franco Rossetti&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/il-tempo-degli-avvoltoi-di-nando-cicero.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Il tempo degli avvoltoi (1967) di Nando Cicero&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/la-morte-non-conta-i-dollari-di.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;La morte non conta i dollari (1967) di Riccardo Freda&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/se-sei-vivo-spara-di-giulio-questi-1967.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Se sei vivo spara (1967) - Uncut - di Giulio Questi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/ognuno-per-se-di-giorgio-capitani-1967.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Ognuno per sé (1967) di Giorgio Capitani&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/preparati-la-bara-di-ferdinando-baldi.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Preparati la bara (1967) di Ferdinando Baldi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/tepepa-di-giulio-petroni-1968.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Tepepa (1968) di Giulio Petroni&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/una-lunga-fila-di-croci-di-sergio.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Una lunga fila di croci (1968) di Sergio Garrone&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/una-lunga-fila-di-croci-di-sergio.html" target="_blank"&gt; &lt;/a&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/la-taglia-e-tua-luomo-lammazzo-io-di.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;La taglia è tua l’uomo l’ammazzo io (1969) di Edoardo Mulargia&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/lo-chiamavano-trinita-enzo-barboni-1970.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Lo chiamavano Trinità (1970) di Enzo Barboni&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/matalo-di-cesare-canevari-1970.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Matalo! (1970) di Cesare Canevari&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/05/vamos-matar-companeros-di-sergio.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Vamos a matar compañeros (1970) di Sergio Corbucci&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/la-vendetta-e-un-piatto-che-si-serve.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;La vendetta è un piatto che si serve freddo (1971) di Pasquale Squitieri&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/il-grande-duello-di-giancarlo-santi.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Il grande duello (1972) di Giancarlo Santi&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/il-mio-nome-e-shangai-joe-di-mario.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Il mio nome è Shangai Joe (1973) di Mario Caiano&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/09/una-ragione-per-vivere-e-una-per-morire.html" target="_blank"&gt;Una ragione per vivere e una per morire (1973) di Tonino Valerii&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/05/i-quattro-dellapocalisse-di-lucio-fulci.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;I quattro dell’apocalisse (1975) di Lucio Fulci&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/08/keoma-enzo-g-casellari-1976.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Keoma (1976) di Enzo G. Castellari&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;a cura di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2513386006896179584-155348227304858583?l=cangaceiro-speciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/feeds/155348227304858583/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2513386006896179584&amp;postID=155348227304858583' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/155348227304858583'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/155348227304858583'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/2007/09/speciale-spaghetti-western.html' title='SPECIALE SPAGHETTI WESTERN'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/Rubv0oIMiCI/AAAAAAAABSA/PJKZCH0f3rY/s72-c/SPAGHETTI+WESTERN+copia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2513386006896179584.post-1607774196489825005</id><published>2007-06-27T19:20:00.001-07:00</published><updated>2007-07-01T15:27:16.169-07:00</updated><title type='text'>ONCE UPON A TIME IN CINEMA: SPECIAL TRIBUTE TO QUENTIN TARANTINO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RoMuRSwuzeI/AAAAAAAAA2s/aSEGPkre-WA/s1600-h/NOMINE.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RoMuRSwuzeI/AAAAAAAAA2s/aSEGPkre-WA/s400/NOMINE.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5080955679232937442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Non è un caso che tra i primissimi speciali di Cangaceiro ci sia questo dedicato a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quentin Tarantino&lt;/span&gt;. Qusto ragazzo del Tennessee è un po' il padre putativo di una generazione(anzi ormai quasi due)di cinefili,un personaggio che ha riportato in auge il ruolo del regista nel cinema,nel bene e nel male,massificandolo ma dandogli quella giusta importanza che troppo spesso per ignoranza viene tralasciata. Che sia quindi un altro "re degli ignoranti",Tarantino? Direi piuttosto un idolo delle masse ma anche un eroe per chi veramente comprende il suo linguaggio. Infatti se per una parte del pubblico Tarantino è quello che fa i film fichissimi e divertentissimi con tanto sesso,violenza e parolacce,per altri fan Tarantino è "uno di no",un comune superappassionato di cinema che,tutto si può dire tranne che non ami la sua passione. Ha addirittura reso una speranza lavorare per un negozio a noleggio,facendo venire smanie di protagonismo a tanti commessi di Blockbuster ignorantelli. Questo perchè esiste un mondo dietro Tarantino che,paradossalmente è intimo e conoscono in tantissimi. Infatti QT è un ragazzo comune e forse anche banale,lontano anni luci da elucubrazioni complesse e arzigogolii intellettualistici(che qualcuno vorrebbe appioppargli). QT non avrà una scala di sentimenti ipertrofica ma è incredibilmente sensibile ad essi ed ha il potere del linguaggio. Molti critici continuano a pensare che QT sia "quello che copia i film trash" una affermazione che fa raggelare seriamente l'emoglobina per il suo qualunquismo,ma l'immensa mole di nozioni apprese ed immagazzinate da ore di visioni non sarebbero state mai elaborate nella maniera che vediamo in Pulp Fiction o Kill Bill se non vi fosse una innata propensione al linguaggio. Chiamasi anche Talento Espressivo. Solo chi crede nel fattarello in sé può essere così vacuo da polverizzare il cinema di Tarantino in queste parole. Tarantino è prima di tutto uno scrittore e non tanto un generatore di idee(sue o meno)ma un appassionato elaboratore dell'espressione cinematografica attraverso la penna(o la tastiera). Quello è il genio di QT. E quello poi si traduce nell'epicità delle sue immagini per puro mestiere e sensibilità acquisita da una sagace meditazione sul lavoro altrui. Proprio come avviene nel mondo della letteratura sin dai tempi di Erodoto. Quentin Tarantino ha visto in pochissimi film creare un mito e una concezione nuova di vedere i film ed un nuovo tipo di tentativo di emulazione,spessissimo vano. Infatti hanno fallito miseramente i vari registuculi che cercavano di essere cool imitandolo. Perchè loro volevano essere come lui ma non sapevano che lui voleva essere come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Chow Yun Fat&lt;/span&gt;. Infatti i pochi accostabili al "tarantinesimo" sono registi che non si appoggiano a lui ma che hanno il medesimo background. In primis il "fratello" &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Robert Rodriguez&lt;/span&gt; ma anche &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Joe Carnahan&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Craig Brewer&lt;/span&gt;. E non perchè nei loro film si è vista una in mutandine o c'era uno con una pistola di sbieco ma perchè c'è lo stesso amore per l'artigianato del cinema e la capacità di renderlo proprio. Pensare che Tarantino possa aver già dato tutto non è completamente campato in aria e non perchè avesse poco da dire ma perchè le sue opere fino ad ora erano talmente pregne di significato da poter bruciare tutta la vita di un uomo in poco. E' difficile pensare ad una stagione autunnale di Tarantino o ad una continua elaborazione del suo mito. Tarantino è il Jimi Hendrix del cinema e solo un mito può splendere così intensamente di luce propria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;FILMOGRAFIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;1987 -&lt;/span&gt; &lt;a href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/06/my-best-friends-birthday-di-quentin.html" target="_blank"&gt;My Best Friend's Birthday&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;1992 - &lt;/span&gt;&lt;a href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/06/le-iene-reservoir-dogs-di-quentin.html" target="_blank"&gt;Le Iene (Reservoir Dogs)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;1994 -&lt;/span&gt; &lt;a href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/06/pulp-fiction-di-quentin-tarantino-1995.html" target="_blank"&gt;Pulp Fiction&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;1995 -&lt;/span&gt; &lt;a href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/06/four-rooms-di-andersrodriguezrockwellta.html" target="_blank"&gt;Four Rooms - episodio L'uomo di Hollywood (The Man from Hollywood)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;1995 -&lt;/span&gt; &lt;a href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/06/maternita-di-quentin-tarantino-1995.html" target="_blank"&gt;Maternità (Motherhood) - episodio ER&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;1997 -&lt;/span&gt; &lt;a href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/06/jackie-brown-di-quentin-tarantino-1997.html" target="_blank"&gt;Jackie Brown&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;2003 -&lt;/span&gt; &lt;a href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/06/kill-bill-volume-1-di-quentin-tarantino.html" target="_blank"&gt;Kill Bill vol. 1&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;2004 -&lt;/span&gt; &lt;a href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/06/kill-bill-volume-2-di-quentin-tarantino.html" target="_blank"&gt;Kill Bill vol. 2&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;2005 -&lt;/span&gt; &lt;a href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/06/grave-danger-di-quentin-tarantino-2005.html" target="_blank"&gt;Sepolto Vivo (Grave Danger 1- 2) Episodi C.S.I.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;2005 -&lt;/span&gt;  Sin City Special Guest Director - episodio Un'abbuffata di morte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;2007 -&lt;/span&gt; &lt;a href="http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/2007/05/speciale-grindhouse.html" target="_blank"&gt;Grindhouse segmento A prova di morte(Death Proof)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;2007 -&lt;/span&gt; &lt;a href="http://cangaceiro-insala.blogspot.com/2007/06/prova-di-morte.html" target="_blank"&gt;A Prova di Morte (Death Proof)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;a cura di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2513386006896179584-1607774196489825005?l=cangaceiro-speciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/feeds/1607774196489825005/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2513386006896179584&amp;postID=1607774196489825005' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/1607774196489825005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/1607774196489825005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/2007/06/non-un-caso-che-tra-i-primissimi.html' title='ONCE UPON A TIME IN CINEMA: SPECIAL TRIBUTE TO QUENTIN TARANTINO'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RoMuRSwuzeI/AAAAAAAAA2s/aSEGPkre-WA/s72-c/NOMINE.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2513386006896179584.post-7739230516981865085</id><published>2007-06-02T12:57:00.000-07:00</published><updated>2007-06-02T13:21:37.070-07:00</updated><title type='text'>ONCE UPON A TIME IN CINEMA: SPECIAL TRIBUTE TO ELI ROTH</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RmHMEWJqdbI/AAAAAAAAAhI/jRjkHAJVKRA/s1600-h/ELI2.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RmHMEWJqdbI/AAAAAAAAAhI/jRjkHAJVKRA/s400/ELI2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5071559030433543602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Nato a &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Newton&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; (Massachussets) nel 1972, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Eli Roth&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; è l’incarnazione del Sogno. Non americano, di nessuna nazionalità, semplicemente del sogno cinefilo di poter un giorno, dopo aver divorato migliaia di film di ogni genere, con particolare predilezione per l’horror, girare un lungometraggio che permetta di raggiungere una non trascurabile popolarità in tutto il mondo. Ebbene, quest’uomo è riuscito in tale impresa, grazie alla propria smodata passione cinematografica e, non ultimo, alla sua innegabile e simpatica paraculaggine. Ma procediamo per ordine, andando a ritroso nel 1979, anno in cui uscì il leggendario &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Alien&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Ridley Scott&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;. Baby Roth ebbe l’opportunità di vedere tale capolavoro al cinema, e di vomitare letteralmente durante la scena culto del mostriciattolo che se ne esce dalle viscere di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;John Hurt&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;. L’indimenticabile sequenza fu un’illuminazione per lui, trasmettendogli seduta stante la testarda volontà di creare qualcosa che sortisse il medesimo effetto ad un’intera platea di spettatori. Da lì comincia a girare una sessantina di cortometraggi in Super8, coadiuvato dal fratello minore Gabe (oggi suo aiuto regista e curatore dei contenuti speciali nei dvd), arrivando a frequentare la prestigiosa New York University, in cui si laureerà a pieni voti nel 1994, presentando come tesi un corto da lui realizzato, “&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Restaurant Dogs&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;”, parodia/omaggio del &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Reservoir Dogs&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Quentin Tarantino&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;. Lo stesso anno inizierà un lungo excursus attraverso i più svariati set cinematografici, portandolo a fare da assistente a &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Robert Redford&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; per &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Quiz Show&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; (1994), a &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;John Turturro&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; per “&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Illuminata&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;” (1998), ma l’esperienza più preziosa si rivelerà essere il lungo rapporto collaborativo con &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;David Lynch&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, con cui mantenne contatti per sette lunghi anni in procinto di realizzare un delirante e visionario musical di cui poi non si fece proprio nulla. Tale esperienza non passò invano perché nel 2001, dopo aver racimolato il budget di $ 1,500,000 attraverso i più svariati finanziatori ( tra i quali anche una cara zietta), Eli inizia a girare &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Cabin Fever&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, un magma ibrido di tutto quanto la settima arte ha inculcato nel suo immaginario, con assoluta precedenza a capolavori exploitation anni ’70 (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Last House On the Left&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; su tutti, apertamente citato anche nella colonna sonora), ma soprattutto gli ultra gore degli eighties, da &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Evil Dead&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; a &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;The Thing&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, amalgamati da un gusto per l’assurdo in bilico tra una produzione Troma edulcorata (da cui Roth ha forse tratto prezioso insegnamento facendone da comparsa in due film, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Terror Farmer&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;The Toxic Avenger IV&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;), e un Lynch alle prime armi. Il risultato, seppur lungi dall’essere un capolavoro, è originale e sorprendente quanto basta per far gridare al miracolo pletore di horrorofili vecchia scuola, anestetizzati e rincoglioniti da un fottio di epigoni di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Scream&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, e da troppo tempo bramosi di carne e sangue ex novo. Senza contare, poi, l’entusiasmo che scatenerà in &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Peter Jackson&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, il quale vi ritroverà l’iconoclastia delle sue stesse prime opere, e soprattutto gli incensi di Quentin Tarantino, che arriverà a definire Roth “il futuro dell’horror”.  Grazie a ciò, si innescherà un gran battage pubblicitario, sia via web (inaugurato da Eli stesso, attualmente curatore della sua stessa page su My Space, all’indirizzo &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 153, 0);" href="www.myspace.com/eliroth"&gt;www.myspace.com/eliroth&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;) sia attraverso riviste specializzate, il quale porterà Cabin Fever ad essere il più grande successo mai prodotto dalla &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Lions Gate&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; fino al 2003. Nel 2005, assieme ai registi Scott Spiegel (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Intruder&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;), &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Boaz Yakin &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;(&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Remember The Titans&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;), Eli fonda la casa di produzione &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Raw Nerve&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, la quale sforna come primo film il godibilissimo remake di 2001 Maniacs diretto da &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Tim Sullivan&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;.Nello stesso anno, con il beneplacito di Tarantino nelle vesti di produttore esecutivo, Eli scriverà e dirigerà Hostel, horror che, beneficiandosi del successo ottenuto dal remake di “&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;The Texas Chainsaw Massacre&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;” (con cui condivide uno dei produttori, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Chris Briggs&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;) e di “&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Saw&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;”, mescola senza soluzione di continuità il gusto per l’orrido mainstream oltreoceanico, impreziosendo il tutto con un pizzico di cattiveria visiva plasmata da film orientali attuali, come “&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Audition&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;” di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Takashi Miike&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;  ( lo slow burning dello svolgimento dei fatti, e il vedo/non vedo per i dettagli) e “&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Sympathy for Mr.Vengeance&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;”. Inoltre non viene tralasciata una forte dose di critica sociale, scambiata dai più per superficialità tutta “boobs and gore”, ma di questo se ne parlerà dopo. Nonostante le controversie scatenate da “Hostel”, il nome di Roth è sempre più brillante tra le stelle rosso sangue del firmamento gore contemporaneo, assieme a quelle di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Rob Zombie &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;(&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;House of the 1000 Corpses&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;The Devil’s Rejects&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;), &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Neil Marshall&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Dog Soldiers, The Descent&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;), &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Edgar Wright&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Shaun of the Dead, Hot Fuzz&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;), &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Greg McLean&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Wolf Creek&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;), &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;James Wan&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Saw, Dead Silent&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;) e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Darren Bousman&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Saw II, Saw III&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;), tutti appartenenti al club denominato “&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Splat Pack&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;”. Roth vanta numerosi fans, ma anche schiere di detrattori che odiano i suoi film e lo vorrebbero morto (“Davvero non capisco coloro che mi vogliono morto perché detestano quello che faccio, additandolo come troppo malato e violento…se non vi piacciono gli horror, non guardate i miei film, e lasciate che continui a vivere felice e contento, e che cazzo!”, ha dichiarato più volte il cineasta. Tutto questo non gli ha impedito di realizzarne un sequel di prossima uscita ( il promettente &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Hostel:Part II&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, sugli schermi italiani il 22 Giugno), contemporaneamente a quello che con tutta probabilità è il fake trailer più essenziale e divertente contenuto nella double feature di “&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Grindhouse&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;”, “&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Thanksgiving&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;”, 3 minuti di orgasmica e tardo adolescenziale retrospettiva dello slasher anni ’80 (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Halloween 2, Prom Night, Cutting Class&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;,ecc.), con una simpatica vena di sessualità malata ed esplicita (tenuta a freno a stento nei lungometraggi, per cause di forza maggiore) attribuibile ad un nipotino di John Waters appena appena più timido.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Lo si odi o lo si ami, Eli Roth avrà tante sorprese da riservare in un prossimo futuro: la sua abile e accattivante destrezza nel catalizzare l’attenzione su di sé, da parte di riviste, tv, web, l’innata e instancabile dote nel riuscire ad attingere a piene mani da un cinema anacronistico (l’exploitation anni ’70, lo slasher degli eighties, ecc.), reso più appetibile e fruibile per le nuove generazioni, senza scendere a compromessi troppo patinati ed MTV style, lo rendono quanto meno degno di attenzione. Senza scordare che è (o meglio, è stato) uno di noi…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;“E’ bizzarra tutta l’attenzione e la popolarità che giorno dopo giorno ricevo. In fondo, fino all’altro ieri ero il classico movie goer che macinava centinaia di chilometri in macchina, con lo scopo di arrivare ad una convention, e fare la fila per ottenere l’autografo di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Kane Hodder&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;  (il Jason di svariati &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Friday the 13th&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;).”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;FILMOGRAFIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2002 - &lt;a href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/06/cabin-fever-di-eli-roth-2002.html"&gt;Cabin Fever&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2005 - &lt;a href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/06/hostel-di-eli-roth-2005.html"&gt;Hostel&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2007 - &lt;a href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/06/thanksgivin-di-eli-roth-2007-fake.html"&gt;Fake Trailer Thanksgivin'&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2007 - &lt;a href="http://cangaceiro-insala.blogspot.com/2007/06/hostel-2.html"&gt;Hostel 2&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;CLIKKATE SUI TITOLI DEI FILM PER LEGGERE LE RECENSIONI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Speciale a cura di Francesco Furlotti&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2513386006896179584-7739230516981865085?l=cangaceiro-speciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/feeds/7739230516981865085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2513386006896179584&amp;postID=7739230516981865085' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/7739230516981865085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/7739230516981865085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/2007/06/once-upon-time-in-cinema-special.html' title='ONCE UPON A TIME IN CINEMA: SPECIAL TRIBUTE TO ELI ROTH'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RmHMEWJqdbI/AAAAAAAAAhI/jRjkHAJVKRA/s72-c/ELI2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2513386006896179584.post-2604729025227801877</id><published>2007-05-24T17:18:00.001-07:00</published><updated>2007-05-28T01:12:06.893-07:00</updated><title type='text'>SPECIALE GRINDHOUSE!!!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlqN_GJqbuI/AAAAAAAAASw/_SS9GnEFok4/s1600-h/grindhouse_banner.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlqN_GJqbuI/AAAAAAAAASw/_SS9GnEFok4/s400/grindhouse_banner.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5069520445681331938" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;font style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;SCARICA LE SCENEGGIATURE DI DEATH PROOF E PLANET TERROR!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;a href="http://www.mytempdir.com/1337541"&gt;SCRIPT DEATH PROOF&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mytempdir.com/1337543"&gt;SCRIPT PLANET TERROR&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font style="font-weight: bold;"&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;  &lt;p style="color: rgb(255, 153, 0);" class="MsoNormal"&gt;&lt;font style="font-weight: bold;"&gt;Quentin Tarantino&lt;/font&gt; e &lt;font style="font-weight: bold;"&gt;Robert Rodriguez &lt;/font&gt;decidono di creare un double feature tipico di quella categoria di prodotti cinematografici che uscivano due al prezzo di uno nei polverosi drive in americani. Erano gli&lt;font style=""&gt;  &lt;/font&gt;anni ’70 e ’80 e al drive in non si andava propriamente a vedere i film, ma tra l’odore di pop corn, hot dog, dolciumi, bibite&lt;font style=""&gt;  &lt;/font&gt;e&lt;font style=""&gt;  &lt;/font&gt;birra la preoccupazione maggiore e obbiettivo della serata era quello di infilare qualsiasi parte del corpo nelle &lt;a style="color: rgb(255, 153, 0);" href="http://www.becauseiwasbored.com/wp-content/uploads/2006/08/owned.jpg"&gt;mutandine&lt;/a&gt; della fanciulla che si riusciva a trascinare all’interno della propria auto. Complici le grandi auto tipiche degli States e la sovrabbondanza di spazi aperti fanno del Grindhouse un fenomeno tipicamente Americano. Affascinati da questo stile di cinema e dal tipico gusto memorabilia che caratterizza i due cineasti, su proposta di Rodriguez il duo decide di cimentarsi in un vero e proprio prodotto del tutto simile ai “fasti” passati, Tarantino di sicuro non aspettava altro! Ecco come l’operazione prende il via. Non erano certo film girati con talento, ma meri prodotti commerciali volti al tentativo, probabilmente spesso vano, di distogliere gli occhi degli avventori dalle tette della signorina sul sedile del passeggero. Come fare ciò? Chiaramente mettendo ancora più tette di quelle che mediamente offrivano quei luoghi, oppure calcando la mano su effettacci gore, violenza gratuita e mostri di ogni sorta. Come i veri e propri double feature del passato, anche questa rivisitazione dei due amiconi è infarcita di ingredienti che catturano lo sguardo e che sostanzialmente cercano di eccitare il pubblico durante tutta la visione, non solo con donne mozzafiato, ma con violenza estrema e personaggi caratterizzati da puro delirio di protagonismo. Individui che recitano come se fossero a un concerto con migliaia di persone che stanno urlando loro di spaccare tutto.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlqOk2JqbvI/AAAAAAAAAS4/GcYw_0EQy8U/s1600-h/medium_grindhouse_ad.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlqOk2JqbvI/AAAAAAAAAS4/GcYw_0EQy8U/s400/medium_grindhouse_ad.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5069521094221393650" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;font style=""&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;PLANET TERROR&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlY74WJqbFI/AAAAAAAAANY/Awi3hx8SrSw/s1600-h/planet-terror-1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlY74WJqbFI/AAAAAAAAANY/Awi3hx8SrSw/s400/planet-terror-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5068304269856894034" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;font style=""&gt;&lt;/font&gt;    &lt;p style="color: rgb(255, 153, 0);" class="MsoNormal"&gt;Il film di Rodriguez è un tipico grindhouse di genere horror, basato su effetti speciali sanguinolenti, sullo schifare il pubblico e sull’esagerazione dura e pura. Il soggetto è banale e ci trasporta di punto in bianco in un paesino della provincia Americana in cui, guarda caso, un esperimento batteriologico sfuggito di mano ai militari, trasforma in mostri purulenti e assetati di cervelli umani qualsiasi essere umano che capiti a tiro di un misterioso gas, ovviamente verde. Sebbene lo sembrino in tutto e per tutto non siamo di fronte a degli zombi, ma ad infetti, scelta maturata dal regista per i troppi film a tema zombesco in circolazione negli ultimi anni. Decide quindi di ispirarsi alle decisioni prese nel lontano 1980 da &lt;font style="font-weight: bold;"&gt;Umberto Lenzi&lt;/font&gt; in &lt;font style="font-weight: bold;"&gt;INCUBO SULLA CITTA’ CONTAMINATA&lt;/font&gt;. Il film inizia con una go go dancer intenta in una delle sua esibizioni, interpretata da una &lt;font style="font-weight: bold;"&gt;Rose McGowan&lt;/font&gt; la quale toglierà il fiato a molti dato il suo sex appeal quasi nocivo. Pochi minuti dopo, presentati i personaggi principali ci troviamo subito all’interno della storia, la quale non ha nulla di sorprendente se non il lavoro di recupero fasti organizzato alla perfezione dal regista attraverso uno svelare cose pazzesche una dietro l’altra. Non vi è personaggio che non sia esagerato, in particolar modo il protagonista El Wray , interpretato &lt;font style="font-weight: bold;"&gt;Freddy Rodriguez&lt;/font&gt;. El Wray, che in Spagnolo suona non a&lt;font style=""&gt;  &lt;/font&gt;caso a El Rey (il re) è un avanzo di galera dal cuore tenero con una dote innata per l’uso di qualsiasi arma. Non impiegherà molto a fare coppia fissa con la ballerina sopraccitata, la quale dopo aver perso una gamba e avendo ricevuto in regalo, in maniera del tutto improbabile, un fucile lanciagranate come protesi, non tarderà molto a trasformarsi da go go dancer in die die dancer, mettendo a frutto le sue doti di ballerina per interpretare&lt;font style=""&gt;  &lt;/font&gt;veri e propri balli di morte a suon di raffiche di mitra. Personaggio, quello di Rose McGowan, che ricorda molto la protagonista di un film piuttosto perso di vista in Italia, dal titolo &lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;" href="http://www.youtube.com/watch?v=P-B6gCz3Ylo"&gt;BAMBOLA MECCANICA MODELLO CHERRY&lt;/a&gt; 2000&lt;/font&gt;. Le citazioni a vari cult movie si sprecano, le più evidenti sono a film zombeschi, quali &lt;font style="font-weight: bold;"&gt;IL RITORNO DEI MORTI VIVENTI II&lt;/font&gt; in primis, passando per&lt;font style="font-weight: bold;"&gt; RE-ANIMATOR &lt;/font&gt;e &lt;font style="font-weight: bold;"&gt;LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI&lt;/font&gt;. Ascolteremo alcune brevi stacchi musicali ripresi da &lt;font style="font-weight: bold;"&gt;1997 FUGA DA NEW YORK&lt;/font&gt; e caratteristiche della filmografia di&lt;font style=""&gt;  &lt;/font&gt;Carpenter verranno spesso in mente&lt;font style=""&gt;  &lt;/font&gt;durante la visione di questo Planet Terror. Sottili ammiccamenti vi saranno anche nei confronti di film come &lt;font style="font-weight: bold;"&gt;RAGAZZI PERDUTI&lt;/font&gt; e &lt;font style="font-weight: bold;"&gt;FULL METAL JACKET&lt;/font&gt; e altri che non cito perché la lista seguirebbe per molto ancora. Non aspettatevi un senso logico a certe azioni, perché regole della fisica e soprattutto del buon gusto qui vengono calpestate senza pietà,&lt;font style=""&gt;  &lt;/font&gt;per arrivare ad un finale che ha del geniale e va a scomodare perfino un certo cinema Messicano. Planet Terror è un film che spacca lo schermo e si fa godere dal primo all’ultimo minuto con più carne possibile gettata al fuoco, il ritmo serrato sembra dar fondo a un inesauribile contenitore di trucchi e addobbi carnevaleschi. In questo&lt;font style=""&gt;  &lt;/font&gt;primo segmento vedremo anche come manchino dei rulli durante la proiezione al drive in. Si, perché siamo al drive in, vi sono trailer (di cui parleremo dopo) e addirittura pubblicità promozionali di prodotti vari, chiaramente falsi come i trailer stessi. Anche la resa visiva è in linea coi film a cui è dedicata l’opera, qualità quindi pessima, graffi e messa a fuoco che va e viene, cambi di luminosità e altri difetti orrendi sono ricreati ad arte fino al culmine, ossia lo schermo che diventa nero e l’avviso che recita in sovrimpressione che un rullo è stato perso e l’amministrazione si scusa.&lt;br /&gt;Rodriguez promosso a pieni voti: il suo Planet Terror è semplicemente geniale!&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;font style=""&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;DEATH PROOF&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlY8DWJqbGI/AAAAAAAAANg/UwIHU0SwWzk/s1600-h/grindhouse-ft-1auto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlY8DWJqbGI/AAAAAAAAANg/UwIHU0SwWzk/s400/grindhouse-ft-1auto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5068304458835455074" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;font style=""&gt;&lt;/font&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Il segmento del buon Tarantino, a differenza del precedente, si può dire rispecchi l’animo opposto del filone grindhouse. Mentre il primo segue quello stile tipico del mettere tutto di fronte alla telecamera, sia di qualità o meno, riuscito o non riuscito che sia, il Quentin si dedica a  quei prodotti di bassa categoria i quali mostravano molto poco, non avendo mezzi per farlo, e quindi si soffermavano in lunghi discorsi, spesso descrivendo quello che non si aveva la possibilità di girare e mettere in pellicola. E’ risaputo che il regista di Knoxville è abile per quanto riguarda i dialoghi, ha un talento innato nel gestire delle semplici chiacchere con un brio e una verve che lo rendono unico al mondo. Oltre al  molto parlare, quello che non manca in questo Death Proof è la quantità enorme di donne, bellezze mozzafiato sono in “passerella” dal primo all’ultimo secondo e tenetevi forte quando entra in scena &lt;/font&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Rosario Dawson&lt;/font&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, anzi, tenetevi strette le coronarie. Il film inizia con un’ inquadratura di piedi femminili, nudi, sbarazzini, quasi a ricordare il debole del regista per gli arti inferiori e mentre osserviamo le eccitanti dieci dita siamo già all’interno di un dialogo, arguto o stupido che sia e di qualsiasi argomento si tratti, l’occhio di Tarantino da il suo tocco personale e le inquadrature si sposano alla perfezione rendendo l’abitacolo di una semplice automobile, o un semplice bar di periferia, un teatro che cattura la più completa attenzione. Il regista ovviamente continua a regalarci citazioni tipiche nella sua filmografia in maniera sempre più arguta e bizzarra. Ci ricorda i film che apprezza attraverso i dialoghi stessi, come nel caso di &lt;/font&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;VANISHING POINT&lt;/font&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, oppure con dei poster negli ambienti del film, come nel caso di &lt;a style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;" href="http://www.intercardsrl.com/poster_cinematografici//a/a29767.jpg"&gt;&lt;font&gt;PARANOIA&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; e di &lt;/font&gt;&lt;a href="http://www.acssia.it/images/soldatoblu.jpg"&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;SOLDATO BLU&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; per citarne due. Nel bar si vedrà appesa al muro anche la canotta  che indossava &lt;/font&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Kurt Russell&lt;/font&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; in &lt;/font&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;GROSSO GUAIO A CHINATOWN&lt;/font&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;. L’omaggio più divertente è forse però quello a &lt;/font&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;CONVOY&lt;/font&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; di  &lt;/font&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Sam Peckinpah&lt;/font&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, in cui il protagonista si chiama &lt;a style="color: rgb(255, 153, 0);" href="http://www.iowa80.com/iowa80/images/s143505.jpg"&gt;RUBBER DUCK&lt;/a&gt; e reca come stemma sul cofano del camion un’anatra di gomma identica a quella in metallo che lo stuntman Kurt Russel reca nel cofano della sua auto ultra elaborata, la death Proof appunto. L’ex stuntman è il cattivo e protagonista della situazione, quasi a sottolineare come ai bei tempi andati erano persone in carne ed ossa a farsi il culo nelle scene d’azione e non della fredda computer grafica, non a caso tra le fanciulle c’è anche &lt;/font&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Zoe Bell&lt;/font&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, nota stuntwoman dalle belle forme, che interpreta se stessa. Verso gli ultimi secondi del film, gli amanti del cinema di Russ Meyer stiano in campana perché saranno di fronte a una vera e propria dichiarazione d’amore da parte di Quentin Tarantino nei confronti del compianto re dei Nudies. Anche la trama di questo film è piuttosto banale, forse in misura maggiore rispetto a quella messa in scena da Rodriguez, anche perché questo segmento è stato tagliato in fase di montaggio dal regista con l’accetta, anch’essa cosa tipica della confusione e mancanza di ambizione in cui venivano girati i grindhouse e Tarantino si è divertito nel reinterpretarli il più possibile. Kurt Russell interpreta Stuntman Mike come accennavamo prima, un losco figuro dal passato ignoto, che si diverte ad importunare e spaventare giovani fanciulle a bordo del suo bolide dopo averle fotografate di nascosto, inseguimenti che ammiccano a film come &lt;/font&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;DUEL&lt;/font&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; e &lt;/font&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;LA MACCHINA NERA&lt;/font&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;. Kurt Russell è una sorta di lupo cattivo che gioca con le bellezze che trova sulla sua strada, e lasciatemelo ripetere all’infinito, le ragazze che mette in campo Tarantino sono letteralmente mozzafiato! Tornando alla trama Stuntman Mike, così si fa chiamare, incontra delle signorine a cui starà stretta la parte delle vittime… Come potete vedere la trama  si riassume in due parole, ma questo non significa che Death Proof sia una delusione, anzi, è lodevole come con praticamente nulla l’attenzione rimanga ai massimi livelli, questo segmento si incastona perfettamente a quello di Rodriguez creando una panoramica onnicomprensiva di quello che erano i film ripresi  dal titolo stesso.&lt;/font&gt; &lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Tarantino confeziona la sua parte in maniera tecnicamente perfetta e dando mostra ancora una volta del suo genio. Considerando l’episodio in Europa uscirà da solo potrebbe risultare un po’ debole, ma il regista ha già annunciato che il suo Death Proof circolando solo sarà forte di una versione di non pochi minuti più estesa andando a ripescare dal secchio degli scarti. Divertimento assicurato!&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;    &lt;p style="text-align: center; font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" class="MsoNormal"&gt;I FAKE TRAILER&lt;/p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlY8TWJqbHI/AAAAAAAAANo/9hlnMvjA9CI/s1600-h/machete-framegrabs.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlY8TWJqbHI/AAAAAAAAANo/9hlnMvjA9CI/s400/machete-framegrabs.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5068304733713362034" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;p style="text-align: center; font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" class="MsoNormal"&gt;CLICCA SUI NOMI DEI TRAILER PER VEDERLI!&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;I&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;n pieno stile double feature all’inizio di entrambi i film possiamo gustare dei trailer finti che sono uno più eccezionale dell’altro. Si parte con &lt;/font&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=moKWPab7vuo"&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;MACHETE&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; girato dallo stesso Robert Rodriguez, un delirio di ultraviolenza e vendetta con protagonista il roboante &lt;font style="font-weight: bold;"&gt;Danny Trejo&lt;/font&gt;. Se ne vedono di tutti i colori in pochi secondi, esplosioni, omicidi, sesso e armi di ogni tipo. Anche qui si sprecano le citazioni, si passa da &lt;/font&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;CABAL&lt;/font&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; a &lt;/font&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;TERMINATOR II&lt;/font&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; nel giro di pochissimi secondi per citarne due. Ci si ritrova con le bave alla bocca e speranzosi che qualcuno giri un film partendo dal trailer, cosa che per MACHETE è stata annunciata anche se non ufficialmente..&lt;/font&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Il grande&lt;/font&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt; Rob Zombie&lt;/font&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, dalla folgorante carriera cinematografica esplosa di recente, confeziona un trailer assurdo, situabile nel sottogenere nazi porno, dove le caratteristiche essenziali sono il nudo, esperimenti nei campi di sterminio e spesso delle sferzate di soprannaturale. Già il titolo è tutto un programma,  &lt;/font&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;WEREWOLF &lt;a style="color: rgb(255, 153, 0);" href="http://www.youtube.com/watch?search=&amp;mode=related&amp;amp;v=XQifXaOboMU"&gt;WOMEN OF THE S.S.&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, vedremo la dolce consorte di mister Zombie intenta in una dimostrazione di bel canto ricordandoci il suo ruolo canoro in &lt;/font&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;LA CASA DEI MILLE CORPI&lt;/font&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;. Ci viene gettata in faccia un’accozzaglia di scene violente, di esperimenti, ustioni, vittime torturate che urlano disperate e a intervalli regolari l’apparizione del licantropo che sparge del piombo con un mitra. Geniale il recuperare la stessa scena del licantropo, o licantropessa, di continuo per simulare la mancanza di altre inquadrature valide, e il ripetere  continuamente il titolo del film, caratteristica di questo genere di trailer. Rob Zombie non contento alla fine mostra il personaggio di Fu Manchù, inutile chiedersene il motivo, ma la cosa assurda ed esaltante è che a interpretarlo è uno schizzatissimo &lt;/font&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Nicolas Cage&lt;/font&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;!! &lt;/font&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Edgar Wright&lt;/font&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, il regista dei bellissimi &lt;/font&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;L’ALBA DEI MORTI DEMENTI&lt;/font&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; e &lt;/font&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;HOT  FUZZ&lt;/font&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, confeziona il trailer più comico in assoluto, una serie di omicidi, impiccagioni e accoltellate che fanno morire dal ridere rendendo grotteschi i cliché tipici dei thriller-horror anni ’70. Il titolo &lt;/font&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ka83i_e_v8M"&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;DON’T&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; viene ripetuto di continuo dall’inizio alla fine e le risate non si possono trattenere. Eli Roth dirige uno dei trailer migliori, &lt;/font&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=6zIj_o358qc"&gt;&lt;font style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;THANKSGIVING&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;, che presenta le gesta di un serial killer ossessionato dalla decapitazione e dai tacchini tipici del giorno del ringraziamento. Una summa dello slasher più becero con una fiera di luoghi comuni amplificati in salsa sexy. &lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;font style=""&gt;&lt;font style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Davide Casale&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;font style=""&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;font style=""&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2513386006896179584-2604729025227801877?l=cangaceiro-speciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/feeds/2604729025227801877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2513386006896179584&amp;postID=2604729025227801877' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/2604729025227801877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/2604729025227801877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/2007/05/speciale-grindhouse.html' title='SPECIALE GRINDHOUSE!!!'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlqN_GJqbuI/AAAAAAAAASw/_SS9GnEFok4/s72-c/grindhouse_banner.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2513386006896179584.post-1283915683786157556</id><published>2007-05-22T06:03:00.000-07:00</published><updated>2007-05-22T06:44:28.673-07:00</updated><title type='text'>SPECIALE FAR EAST FILM FESTIVAL IX</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlLrM2JqatI/AAAAAAAAAKM/egVB4NPsKWY/s1600-h/feff.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlLrM2JqatI/AAAAAAAAAKM/egVB4NPsKWY/s400/feff.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5067371136672230098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;S&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;iamo contenti di dedicare il primo speciale di Cangaceiro al &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Far East Film Festival&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;,un evento che da quasi dieci anni ci rende orgogliosi di avere in Europa(anzi in Occidente) il meglio del cinema asiatico. Come ogni cosa buona dalle nostre parti,se ne accorgono di più all'estero che i media nostrani,impegnati dalle solite cazzate. Quest'anno Udine ospitava &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Patrick Tam&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;,come ospite d'onore,dedicandogli una retrospettiva che ha lustrato gli occhi a più di un cinefilo. E come ogni anno torno nell'unica settimana di sole per ribeccare il gruppo degli amici di &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://www.asianfeast.org/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Asian Feast&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://www.nocturno.it/op/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nocturno&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; per goderci questa settimana di cinema,sole e...alcohol! A Udine faceva un caldo mostruoso e per fortuna Lercio è venuto a prenderci in macchina. Ero molto contento di vederlo perchè con Lercio sto sempre molto bene,siamo entrambi dei maniaci e poi,quando sto troppo con lui,mi metto a parlare veneto. Appena sistemati mi ha abbrancato il pazzo di Udine,a nome Sebastian,che l’anno scorso mi aveva perseguitato perchè voleva la mia t-shirt di The Devil’s Rejects.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlLsNmJqauI/AAAAAAAAAKU/o6lQpJZpFro/s1600-h/udineres1kf3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlLsNmJqauI/AAAAAAAAAKU/o6lQpJZpFro/s400/udineres1kf3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5067372249068759778" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Quest’anno ha espresso tutta la sua follia parlandomi delle sue figure di merda a Venezia e di porcate a sfondo sessuale che come si sa fanno eccitare i pazzi,infatti si è messo a ridere in maniera delirante per buoni due minuti. Quando mi sono visto stretto tra lui e l’uomo oliva ho pensato che la legge 180 è stata qualcosa di anticostituzionale.  La sigla del FEFF è stupidissima. Ci sono questi 3 giapponesi vestiti da soldati che devono dichiarare guerra a Udine. Parlano in giapponese e dicono cose tipo "Udineres".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="350" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/G1WZgNt92aY"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/G1WZgNt92aY" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="350" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Il film di apertura è stato Dororo che è una merda piena di effetti CG ma è diventato leggendario per una scena che si è impressa nella memoria in maniera indelebile. C’è un padre che siccome sta diventando un demone sacrifica la vita per i figli e quindi dovrebbe essere una cosa tragica. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Lui si allontana barcollando,fa due metri e...   esplode!&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; Ridicolissimo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Abbiamo ripetuto sta scena un 40 volte. Ci si è beccati con gli altri durante la giornata:Val,Dude,Lucifer Rising,Kakihara,il Senesi etc etc etc. Quella notte,per sopravvivere,ho preso le gocce e finalmente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;ho dormito. Tutti i film che ho visto di Tam sono dei capolavori e durante Nomad mi è venuta in mente una cosa per il film che ho dettato per telefono a Raffaele. Mi sembra una cosa interessante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Un film che mi è piaciuto era A Dirty Carnival,con una delle risse migliori che abbia mai visto ma soprattutto con un panzone ridicolo con due cosce divaricate tatuate sotto l’ascella,un buco del culo di elefante tatuato sull’ombelico e dei soldi infilati nella patta che tirava fuori. Ovviamente io l’ho emulato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Ho fatto una mascherina con la faccia di Berna B la protagonista di &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 153, 0);" href="http://www.palonerofilm.com/bumbaatomika.htm"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bumba Atomika&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;,con il volto di Erika,la ragazza che la interpreta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlLtX2JqavI/AAAAAAAAAKc/CXhASHbQ-WU/s1600-h/udine11fe7.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlLtX2JqavI/AAAAAAAAAKc/CXhASHbQ-WU/s400/udine11fe7.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5067373524674046706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Intanto quella sera siamo usciti e ovviamente mi sono ubriacato. Martin mi ha detto che sono "il fratello maggiore che non ha mai avuto" e mi sono commosso anche cerebralmente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Insomma siamo andati in questo locale strapieno dove hanno finito la birra quasi subito. Il posto era una mezza merda e sia a me che a Lucifer faceva cacare. Ci si poteva solo ubriacare e così ho fatto. C’era anche il tipo,Davide di Milano,che è stato una new entry nel gruppo e mi ricordoche abbiamo parlato a lungo ma non ricordo di cosa visto che mi stavo ubriacando. La suddetta operazione è stata facilmente realizzabile grazie ad uno dei miei "useless talents" cioè convincere i barman mentre mi preparano i cocktail di riempirli di alcohol in maniera oscena. Quindi i miei vodka e coca non rispettavano particolarmente il proprio nome visto che di coca ce n’era proprio poca. Ero così fuori che ricordo che cercavo di esprimere un concetto con il Senesi ma non ne ero capace. Ero diventato dislessico.   Il giorno dopo ero a pezzi infatti ho fatto fatica a rimanere più di dieci minuti nel cinema e in più,durante il merdoso the Restless,ho avuto quasi un attacco di infarto. Infatti siamo saliti in cima al Teatro Nuovo,nei posti sopra e nella totale oscurità dovevo guadagnare la poltrona con sotto uno strapiombo. Ho avuto &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;l’attacco di vertigine più intenso della mia vita&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; e ci ho messo 20 minuti per riprendermi,anche non completamente. Per sto film di merda! Quella sera siamo andati a casa presto dopo mangiato. Io e Lercio ci siamo presi un cosciotto da paura che ci ha divaricato lo stomaco ai Piombi.  I Piombi è un pub tenuto da un magnaccia e una mignottona cubana mezza sfregiata che si vede che fa le gangbang e parlava con dei tipacci della figlia di 16 anni(lei l’avrà avuta a 12)che doveva andare a fare la "modella" a Milano. Ovvio che doveva andare a darla in giro e sti tipi le dicevano chiaramente se gli faceva trombare la figlia di 16 anni! Fantastico. Il giorno dopo giornata dedicata a Patrick Tam,autografino su Final Victory e &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;c&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;onferenza stampa delirante con Sebastian che prende la parola per fare una domanda "nel film ridevano,a lei non da fastidio???" e Sabrina del FEFF che si dimenava dicendo "toglietegli il microfono,toglietegli il microfono!"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;Quella sera,festa Rock(per modo di dire)al visionario e quindi abbiamo mandato a cacare i film e ci siamo infilati ne i Piombi per scolarci un 150 birre. Eravamo chiaramente in delirio verso mezzanotte e diretti verso il Teatro Nuovo perchè qualcuno si era illuso di vedere il Thai,c’è stata l’intuizione assurda di Lucifer/Elio che si è messo a fare &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;"&gt;i cori da papaboys&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; quali "santo subito!,"giova-anni paolo" e "be-enedetto!" &lt;/span&gt;seguito a ruota da tutti. In preda all’eccitazione io,vedendo Yuri la ragazzina di 15 anni che lavora all’Asian Wok,ristorante cinese del feff,&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0); font-weight: bold;"&gt;l’ho afferrata in braccio e fatta roteare&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;  La poverina prima si è terrorizzata e poi è stata assalita da un’orda di maniaci arrapati che volevano trombarsela. MilanoOdia le chiedeva in Forlinese Zo Zao Zien cercando di dirgli in cinese quanto costa. E lei,giustamente,"quanto costo io?". Poverina le ho detto di tutto pure io tanto che mi ha preso a borsettate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Io manco ci ho provato ad andare nel cinema,anche perchè secondo me ci bandivano a vita dal Far East e gli altri sono usciti quasi subito. Siamo andati alla festa al visionario che era una mezza merda ma mi sono ubriacato quasi subito. All’uscita ho fermato il camion della nettezza urbana per chiedere,serio,un passaggio a casa.  Il tizio,invece di pestarmi,mi ha risposto con voce cavernoca "non si può".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Il giorno dopo ho bevuto 6 litri di coca cola al ristorante Amalfi mentre MilanoOdia faceva impazzire totalmente il cameriere coattissimo ordinando a cazzo,cambiando idea,chedendo cose che non erano in menù e alla fine tagliando la pasta con il coltello. Gli avranno di sicuro sputato nel piatto.  Poi dovevo intervistare con Fabio John Gaudio a Lorenzo Bianchini per il documentario che sta facendo Fabio sul cinema indipendente italiano(di genere). Con Lorenzo siamo buoni amici&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;da tempo e lui è sempre disponibile così come lo è stato Francesco "Dario Fo" Novello che,siccome Lorenzo non voleva fare l’intervista a casa sua perchè &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;"c’era prosciutto dappertutto"&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt; allora si è messo a cercare un posto dove fare la videointervista. E’venuta bene,Lo si è aperto e io mi sono pure un po’ commosso perchè Lorenzo è un puro,una brava persona. Amico mio,eh.  Poi si è mangiato nel camper del padre di John,il signor Giuseppe,che è un cowboy pellerossa(bang,bang). Poi a fine serata c’era il pinku eiga con scene di sesso allucinanti e questa attrice che assomigliava a Yuri per cui il livello di arrapamento ha raggiunto livelli da panico. Il giorno dopo io e Lercio abbiamo visto nei posti dello staff Memories of Matsuko che è un capolavoro ed io ho pianto come un bambino per tutto il film. Durante Nana 2 c’è stato l’attacco di milioni di adolescenti e sono finite le cuffiette. Io volevo intervistare Pier Maria ma era sparito e aveva il cellulare spento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;Ero un po’ stanco poichè Luca aveva ronfato come una scrofa gravida e sono riuscito giusto a farmi un pisolino sui divanetti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlLumGJqawI/AAAAAAAAAKk/tP7jRj44FAA/s1600-h/cimg0662wy3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlLumGJqawI/AAAAAAAAAKk/tP7jRj44FAA/s400/cimg0662wy3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5067374868998810370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;I film di quel giorno erano i migliori ma essendo l’ultima sera dovevo ubriacarmi afforza e fare bisboccia quindi c’è stata la cena Yakuza e tutto è degenerato. Io mi sono trasferito nella casa dove c’erano tutti e ovviamente mi sono impossessato di un letto mentre gli altri dormivano a terra.Prima della cena Yakuza abbiamo di nuovo dato ai Piombi eMartin era già dello ubriaco. Nel ristorante cinese dove siamo andati tutto è precipitato e Martin gridava ca-ca-ri-so-pez-zi-de merdaaaa in faccia alla cameriera cinese che per fortuna non ha capito. Ogni tanto si usciva per fumare e martin era in frantumi. Ci hanno pure dato una bottiglia di grappa alle rose che ci siamo scolati prevalentemente io ,Lercio e Val distruggendoci l’esistenza. Io ho proprio sentito la botta ad un certo punto ed ho sputato un mucchio di catarro. Che schifo! Abbiamo assaltato il teatro nuovo e fatto un casino assurdo. Ci siamo messi dietro ai tavoli della reception a dare informazioni sbagliate in preda al panico e fatto le foto da morti,idea del Senesi. Io ero ubriaco perso.Poi siamo andati alla festa ubriachissimi e ho dato fondo al cervello. A un certo punto siamo spariti io e Lercio per parlare di cazzi nostri e tornati ci siamo accorti che ci avevano pisciato lì. Ed il posto stava chiudendo. Come i più patetici ubriaconi abbiamo implorato per avere dell’altro da bere ma ce lo rifiutavano quando un pazzo ha detto "se vuoi ti faccio dare un sorso io" e &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;gli ho afferrato il bicchiere e l’ho portato via&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;. Per strada vagavamo come dei pazzi parlando di capocciate in faccia e cazzotti sul mento,mentre lercio &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tentava di sradicare una luminaia da un palo&lt;/span&gt;,rompendo l’accendino(e io volevo fumare). Siamo andati a prendere la macchina per cercare il bar delle mignotte per comprare qualcosa da bere. Non c’era nulla di aperto neanche in stazione dove ho perseguitato un tassista ed il suo cliente. Tornati a casa Lercio è stato 7 ore a vagare per cercare il cellulare che aveva lì davanti a sè mentre io,entrato in camera,in preda alla follia,ho unito il mio letto con quello su cui dormivano la Vale e il Barracelli. Per fortuna hanno capito che ero ubriaco. Il giorno dopo ero a pezzi e mi sono alzato tardi. Stavo una merda e non ho visto nulla nel cinema. Salutato tutti siamo andati in macchina a Padova dove ho dormito. Eravamo messi come delle merde e non siamo usciti. Tornato a Roma ho finalmente rivisto Laura,siamo usciti al Legend e mi sono scolato 6 pinte di Tennent’s ubriacandomi in maniera selvaggia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlLvfmJqaxI/AAAAAAAAAKs/bqhV1hEj7qQ/s1600-h/udineres3qd5.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlLvfmJqaxI/AAAAAAAAAKs/bqhV1hEj7qQ/s400/udineres3qd5.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5067375856841288466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 153, 0);"&gt;AH!i film? Ecco le recensioni:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/05/dirty-carnival-di-yoo-ha.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;A DIRTY CARNIVAL&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/05/agent-x44-di-joyce-bernal.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;AGENT X44&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/05/curiosity-kills-cat-di-zhang-yibaiz.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;CURIOSITY KILLS THE CAT&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/05/death-note-di-shusuke-kaneko.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;DEATH NOTE&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/05/death-note-last-name-di-shusuke-kaneko.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;DEATH NOTE THE LAST NAME&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/05/dog-bite-dog-di-soi-cheung.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;DOG BITE DOG&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/05/dororo-di-shiota-akihiko.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;DORORO&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/05/eye-in-sky-di-yau-nai-hoi.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;EYE IN THE SKY&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2006/06/host.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;HOST&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/05/matrimony-di-hua-tao-teng-2007.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;THE MATRIMONY&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/05/memories-of-matsuko-di-nakashima.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MEMORIES OF MATSUKO&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/05/restless-di-cho-dong-ho-2006.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;THE RESTLESS&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/05/sukob-di-chito-rono.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;SUKOB&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/05/uncles-paradise-di-imaoka-shinji-2006.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;UNCLE'S PARADISE&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/05/unseeable-di-wisit-sasanatieng.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;THE UNSEEABLE&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2513386006896179584-1283915683786157556?l=cangaceiro-speciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/feeds/1283915683786157556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2513386006896179584&amp;postID=1283915683786157556' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/1283915683786157556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2513386006896179584/posts/default/1283915683786157556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceiro-speciali.blogspot.com/2007/05/speciale-far-east-film-festival-ix.html' title='SPECIALE FAR EAST FILM FESTIVAL IX'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_kDFSFZIUGrw/RlLrM2JqatI/AAAAAAAAAKM/egVB4NPsKWY/s72-c/feff.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
